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È già bagarre

07/05/2022

Alzi la mano chi si aspettava Simon Yates davanti a Tom Dumoulin nella cronometro di Budapest? E alzi la mano chi si aspettava che il britannico vincesse addirittura la cronometro? Ebbene, il gemello d’arte, da Pest a Buda, ha firmato una mezza impresa, perché secondo gli addetti ai lavori oggi era una tappa in cui si sarebbe dovuto difendere e non perdere secondi dai corridori più avvezzi alle cronometro. Non solo si è difeso, ma anche vinto la gara, dando già un motivo al suo Giro d’Italia per essere ricordato, qualunque sarà il suo cammino nella Corsa Rosa.

Uscire subito dagli schemi: questo al pubblico piace. Il Giro d’Italia ci ha abituato a farlo e ha deciso che, fin dalla seconda tappa, era giusto sovvertire i pronostici e mandare all’aria tutte le previsioni dei bookmakers. Se ieri ha vinto il corridore più atteso, oggi ha vinto quello meno atteso. E quello più atteso di ieri oggi ha chiuso secondo, mantenendo la Maglia Rosa e dando un’altra prova di classe cristallina. Mathieu Van der Poel, infatti, per sua stessa ammissione, aveva usato la bicicletta da cronometro una sola volta nelle ultime due settimane. Ma se si ha un motore come quello di VDP, a quanto pare, basta e avanza. Così domani potrà sfoggiare ancora quella bella bicicletta rosa che ha fatto brillare gli occhi degli appassionati.

Ma torniamo a Simon Yates, che probabilmente arriverà al primo test di questo Giro, l’arrivo in salita sull’Etna, con il mirino sulla Maglia Rosa, visto che è lui il più vicino a Mathieu ora. “Una vittoria davvero inaspettata” ha detto Simon dopo l’arrivo. Il britannico è un corridore abituato a mantenere un profilo molto basso, ma il sorriso a 32 denti sfoggiato sul podio e durante le interviste lascia intendere che, forse, questo è l’anno giusto per lui per terminare quella caccia alla Maglia Rosa che dura ormai da 5 anni. Chiaro, fare proclami dopo due tappe sarebbe una follia, l’Etna sarà uno sforzo completamente diverso da quello affrontato nella crono odierna, 23 km di salita contro i 1000 metri di oggi. Insomma, un’altra storia, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

I rivali però non mancheranno, perché in tanti hanno risposto presenti al primo piccolo test. Tom Dumoulin (+5″), Tobias Foss (+17″) e Wilco Kelderman (+17″) ci si poteva aspettare facessero una buona cronometro, così come Joao Almeida (+18″) e Pello Bilbao (+26″), mentre oltre le aspettative sono andati Vincenzo Nibali (+19″), Romain Bardet (+24″) e Mikel Landa (+33″). Richard Carapaz (+28″) ha perso ben 17″ da Yates nello strappo finale, mentre hanno faticato più del previsto Miguel Angel Lopez (+42″), Giulio Ciccone (+50″) e Emanuel Buchmann (+57″). Al fronte di tre settimane di gara, sono tutti ritardi minimi, ma quanto basta per cominciare a fantasticare. È già un bel Giro.

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