Un lungo filo rosa che partirà dal Friuli-Venezia Giulia, accarezzerà innumerevoli parti d’Italia e tornerà di nuovo in Friuli, appena prima del gran finale di Roma. Il Giro d’Italia 2027 avrà cuore friulano, perché ben 4 tappe toccheranno la Regione, rendendola un vero e proprio motore per questa edizione della Corsa Rosa.
Già solo ospitare la tappa inaugurale permetterà al Friuli di avere gli occhi del mondo addosso. Sarà il suo salotto più bello, Trieste, ad accendere l’edizione 110, allestendo sia la partenza che l’arrivo della prima frazione. È la seconda volta che succede nella storia del Giro: la prima volta, nel 1981, il Friuli e Trieste ospitarono un cronoprologo di 6,6 km che permise al norvegese Knut Knudsen di indossare la prima Maglia Rosa. L’ultima volta che il Giro era arrivato nella città alabardata, invece, si trovava al polo opposto, cioè come tappa finale: era il 2014, vinse in volata lo sloveno Luka Mezgec e a bordo strada c’era un 15enne Tadej Pogačar che, come ha ammesso molti anni dopo, era lì a fare il tifo per il suo connazionale.
La Trieste – Trieste non sarà una tappa facile da interpretare, perché il finale, dopo lo sconfinamento in Slovenia, sarà particolarmente mosso e, con la prima Maglia Rosa ad aspettare il vincitore, in gruppo ci sarà sicuramente molto nervosismo. Negli ultimi 30 km ci saranno il Valico di Prebenico e la salita di Cattinara, trampolini di lancio ideale per provare ad inventarsi qualcosa e mettere in difficoltà gli uomini veloci.
Il giorno dopo la carovana si trasferirà in Slovenia per una tappa tutta oltre confine, ma tornerà in Friuli per la partenza della Tappa 3, che da Cervignano del Friuli andrà in Veneto, con l’arrivo a Possagno. Per Cervignano si tratta di una storica prima volta come sede di tappa della Corsa Rosa.
Altre due tappe nel finale
La storia tra il Friuli e il Giro 2027 non è però finita qui. Perché dopo 16 tappe e mille battaglie che per il momento possiamo solo immaginare, nella Tappa 19 si partirà da Rovereto, in Trentino, ma si arriverà a Sacile, la cosiddetta “porta del Friuli”. La cittadina che sorge lungo le rive del fiume Livenza si era già colorata di rosa nel 2021, quando ospitò la partenza della tappa con arrivo a Cortina, poi vinta in grande stile, e in Maglia Rosa, da Egan Bernal. Stavolta, però, i tifosi potranno godersi una (probabile) volata a ranghi compatti.
E poi c’è il tappone, perché il Friuli è mare e splendide città, ma anche tanta montagna. La Tappa 20 andrà da Pordenone al Monte Zoncolan e sarà l’ultima grande sfida tra i big della classifica generale. La salita finale non ha bisogno di grandi presentazioni, è universalmente riconosciuta come una delle più micidiali del ciclismo professionistico, coi suoi 10,1 km all’11,9%, senza un metro per prendere fiato.
Nonostante sia relativamente giovane dal punto di vista ciclistico, visto che la prima volta è stata affrontato nel 2003, lo Zoncolan è diventato subito iconico, per le sue pendenze, i suoi scenari e il muro di gente che si assiepa lungo la strada. Stavolta, inoltre, sarà l’ultimo atto della corsa prima della passerella di Roma, quindi lo spettacolo si preannuncia doppio.