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Da Trieste alla Bulgaria: alla conquista dell’Est

01/05/2026

Il Giro d’Italia nasce a Milano, nel cuore del Nord del Paese, ma fin dalla prima edizione, nel 1909, guarda lontano: scende fino a Napoli, per poi risalire verso le Alpi e Torino, ai confini occidentali della Penisola. Già l’anno successivo la corsa si spinge fino a Udine, a un passo da Slovenia e Austria: è uno dei primi segnali di quella progressiva “conquista dell’Est” che nel 2026 trova una nuova, significativa tappa con l’approdo in Bulgaria, sede della Grande Partenza più orientale mai organizzata sul suolo europeo (dopo l’eccezione asiatica del 2018, quando il Giro prese il via da Israele).

 

Dalle rive del Mar Nero, la Corsa Rosa toccherà il suo ventiduesimo Paese straniero* e il dodicesimo a ospitare una Grande Partenza fuori dall’Italia.

 

Un’evoluzione naturale per una gara che, nella sua storia, non ha mai smesso di ridisegnare i propri confini, muovendosi dal Nord al Sud, dall’Ovest all’Est. Già tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, le grandi esplorazioni alpine portarono ai primi contatti con Francia e Svizzera. Il Giro del 1919 si svolse interamente entro i confini italiani, ma segnò comunque un passo decisivo verso Oriente, con l’arrivo a Trieste, città simbolo di questa espansione.

Trieste, la pioniera

Alla ripresa dopo la Prima guerra mondiale, il Giro si spinse nei territori appena annessi all’Italia nel 1918. Nel 1919, proprio a Trieste, Costante Girardengo impose la sua classe da campione italiano, in un successo carico di significati simbolici. Il “Campionissimo” dominò quell’edizione davanti a Gaetano Belloni, destinato a raccoglierne l’eredità l’anno successivo, prima che nel 1922 la corsa approdasse a Portorose, allora ancora italiana e oggi slovena.

 

I mutamenti geopolitici del Novecento portarono il Giro a transitare su strade che sarebbero poi diventate slovene o croate. La stessa Trieste, dopo la Seconda guerra mondiale, divenne il cuore del Territorio Libero di Trieste, Stato neutrale sotto controllo ONU. In quel contesto, nel 1951, il Giro vi fece nuovamente tappa: vittoria di Luciano Frosini, prima di ripartire verso Cortina d’Ampezzo, dove si impose il francese Louison Bobet.

 

Tornata definitivamente all’Italia, Trieste ospitò nel 2004 una partenza verso Pula, prima città croata nella storia del Giro, poco più di un decennio dopo l’indipendenza del Paese.

Le “ultime” novità: Grecia, Ungheria, Albania…

Già prima di Pula, il Giro aveva spinto ancora più a Est i propri orizzonti: nel 1996 la corsa prese il via da Atene, in occasione del centenario dei Giochi Olimpici moderni. Da quel momento si aprì una nuova fase, caratterizzata da partenze sempre più frequenti all’estero. Il Giro ha guardato a Nord – Francia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Regno Unito – ma anche e soprattutto a Oriente.

 

Negli ultimi anni, Israele (2018), Ungheria (2022) e Albania (2025) hanno accolto la tradizione della Corsa Rosa, mentre la Slovenia è diventata un passaggio sempre più frequente, anche grazie alla nuova generazione di campioni guidata da Primož Roglič e Tadej Pogačar. Proprio “Rogla” ha firmato nel 2023 una delle pagine più iconiche degli ultimi anni, conquistando il Giro sul Monte Lussari, al confine tra Italia e Slovenia.

2026: la Bulgaria in Rosa

Nel 2026 sarà la Bulgaria a entrare nella storia del Giro, attraversata da Est a Ovest: da Nessebar, sede della partenza della prima tappa, fino a Sofia, capitale e arrivo della terza.

 

Un’onda Rosa pronta a partire dalle rive del Mar Nero per scrivere un nuovo capitolo nella storia di una corsa che, da oltre un secolo, non smette mai di esplorare nuovi orizzonti.

 

 

*Svizzera, Francia, San Marino, Territorio Libero di Trieste, Monaco, Jugoslavia, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Lussemburgo, Vaticano, Slovenia, Grecia, Croazia, Danimarca, Regno Unito, Irlanda, Israele, Ungheria, Albania.

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