Il futuro del ciclismo italiano passa anche dalle strade che ne custodiscono la memoria. Sabato 5 settembre il Canavese ospiterà la prima edizione del Trofeo Angelo Conterno, una prova riservata alla categoria Juniores già ribattezzata dagli appassionati “Piccola Vuelta del Canavese”, in omaggio all’impresa che rese immortale il campione piemontese settant’anni fa. Nel 1956, infatti, Angelo Conterno divenne il primo italiano nella storia a vincere la Vuelta a España, scrivendo una pagina indelebile del ciclismo internazionale.
La nuova manifestazione, organizzata dal Velo Club Eporediese in collaborazione con la Società Ciclistica Madonna di Campagna e con il supporto del Comitato Regionale della Federazione Ciclistica Italiana, vuole trasformare quel ricordo in una straordinaria occasione per i giovani talenti. Un progetto fortemente voluto da Marco Conterno, figlio di Angelo, che ha scelto di celebrare il padre guardando al futuro del movimento ciclistico.
Per chi segue il Giro d’Italia, il nome di Angelo Conterno richiama una generazione di corridori che hanno contribuito a costruire la grande tradizione del ciclismo italiano. Professionista dal 1950 al 1965, il torinese conquistò tre tappe alla Corsa Rosa e fu protagonista di una carriera lunga e prestigiosa, impreziosita da successi come il Giro del Piemonte e il Trofeo Matteotti. Ma il suo capolavoro rimane quella storica Vuelta del 1956, conquistata resistendo fino all’ultimo sulle strade spagnole e difendendo la maglia di leader fino a Bilbao.
La gara del 5 settembre propone un percorso di 112,5 chilometri attraverso il cuore del Canavese. Dopo la partenza da Pertusio, gli atleti affronteranno diversi passaggi ad anello tra Salassa, Oglianico, Favria, Busano, Rivara, Valperga e i centri della valle, prima di dirigersi verso le salite decisive che condurranno all’arrivo di San Colombano Belmonte. Un tracciato selettivo e ricco di dislivello, disegnato per mettere alla prova le qualità dei migliori Juniores italiani e premiare gli scalatori, proprio come sarebbe piaciuto a Conterno.
Nel panorama del ciclismo giovanile, iniziative come questa rappresentano molto più di una semplice competizione. Sono il ponte ideale tra le imprese dei grandi campioni del passato e le ambizioni dei protagonisti di domani. È lo stesso spirito che anima da sempre il Giro d’Italia: custodire la tradizione, raccontare i suoi eroi e offrire nuove opportunità ai giovani che sognano un giorno di conquistare le grandi corse a tappe.
Settant’anni dopo la storica impresa spagnola di Angelo Conterno, il Canavese torna così a parlare il linguaggio delle grandi sfide. E lo fa nel modo migliore: mettendo in sella una nuova generazione di corridori pronti a inseguire i propri sogni sulle strade che hanno visto nascere una leggenda.