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Primavera, tempo di meravigliosi ragazzi terribili

18/05/2021

Giro d'Italia Tappa 10 - Da L'Aquila a Foligno

È finita la prima parte del Giro d'Italia che quest'anno è tornato a corrersi in primavera, che finalmente è tornato a casa sua.

Sono già passati dieci giorni, quasi metà delle tappe, ma non è nemmeno sembrato.

In questa settimana lunga ci siamo già goduti tante cose, come fosse un trailer ben ideato, come un Giro in miniatura.

 

Alla Grande Partenza di Torino abbiamo visto Filippo Ganna indossare la prima Maglia Rosa con la forza e la determinazione del predestinato.

Più avanti l’avremmo ammirato correre come il più generoso dei gregari.

Il giorno successivo allo sprint di Novara ha trionfato Tim Merlier, e già si pensava che il gruppo avesse trovato un dominatore delle volate. Invece nelle tre successive hanno vinto Caleb Ewan (due volte) e Peter Sagan.

In quattro tappe per primo sul traguardo è arrivato uno dei fuggitivi, tra i quali una menzione d’onore va a Taco van der Hoorn, che a Canale ha resistito tutto solo al gruppo lanciato al suo inseguimento.

Grazie a una fuga Alessandro De Marchi è riuscito ad indossare la Maglia Rosa – un premio alla carriera che è anche un tributo a tutti gli attaccanti e i coraggiosi del mondo.

I pretendenti alla classifica generale si sono punzecchiati salendo verso Sestola e hanno affondato qualche colpo in più sullo sterrato che portava a Campo Felice.

Resta comunque tutto apertissimo, con i primi 10 racchiusi in 1'02'' appena

Finora è stato giusto un assaggio dunque, un antipasto, un trailer che obbliga ad andare a vedere come finisce il film.

 

Una cosa però la si può già dire, anche solo dopo dieci giorni di corsa.

In questo Giro che è tornato a corrersi a maggio la primavera è esplosa anche nel gruppo, come i temporali di stagione che hanno accompagnato molte di queste tappe.

I primi tre della Classifica Generale – Bernal, Evenepoel e Vlasov – sono anche i primi tre della classifica del Miglior Giovane, e tutta questa freschezza, questa forza, questa imprevedibilità non può che far bene al Giro e al ciclismo.

Anche grazie a loro si ha avuto la sensazione, a volte, in queste prime tappe, di essere di fronte alla nascita di un qualcosa di nuovo, qualcosa che resterà negli anni a venire, e di cui ricorderemo per sempre l’inizio.

Solo un esempio.

Ieri abbiamo visto Evenepoel e Bernal scatenare un pandemonio, mettere alla frusta le squadre e scattarsi in faccia per un abbuono di 3”, come se la Maglia Rosa si assegnasse in quel momento.

 

Erano anni che non si vedevano azioni tanto sconsiderate, e inattese, e belle.

 

Se è andata così per un abbuono di pochi secondi pensate a cos’altro ci riserveranno, nei prossimi undici giorni, questi meravigliosi ragazzi terribili.

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