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La transumanza del gregge rosa

11/10/2020

L’Italia non è percorsa solo da strade asfaltate.

Parallela a quella ufficiale c’è tutta una rete di sentieri, alte vie, mulattiere, cammini da fare a piedi o in bicicletta, percorsi che permettono di scoprire un Paese ai più sconosciuto, un pezzo di Italia a volte dimenticato.

Uno di questi percorsi sono i tratturi, le lunghe rotte della transumanza sui quali per millenni i pastori sono passati con le loro greggi.

Il più importante e il più lungo è il tratturo L’Aquila – Foggia, detto perciò anche Tratturo Magno, lungo 244 chilometri.

Permetteva di portare le greggi in montagna nella bella stagione, lontane dalla siccità e dalla malaria della pianura, e di riportarle in basso per trascorrere l’inverno.

Il Tratturo Magno attraversa Abruzzo, Molise e Puglia, passando per San Salvo, da dove parte la tappa di oggi.

Per Roccaraso, invece, passava e passa tutt’ora il tratturo Celano – Foggia, il secondo più lungo d’Italia.

Si sviluppa per oltre 200 chilometri, come la tappa di oggi che ne misura 208, e come la tappa di oggi supera Roccaraso per salire ancora, verso gli alti pascoli dell’altopiano delle Cinquemiglia.

Nel dicembre del 2019 la transumanza è diventata patrimonio immateriale dell’UNESCO, in quanto “pratica rispettosa del benessere animale e dei ritmi stagionali, che ha contribuito alla modellazione del paesaggio naturalistico ed ancora oggi rappresenta un esempio di approccio sostenibile alle risorse natura”.

Oggi la corsa affronterà un tappone appenninico, arrivo in salita e molte altre lungo la strada.

Pioverà, e il viaggio sarà ancora più complicato.

Ma oggi è l’ultimo giorno prima della pausa.

Anche per i pastori c’erano ad attenderli i cosiddetti “riposi”, luoghi dove animali e uomini potevano trovare cibo e acqua, e la forza per ripartire.

Alla transumanza del Giro oggi tocca un ultimo sforzo, la meta del gregge Rosa oggi è quassù ai 1658 metri di Aremogna, ma domani “riposo”.

 

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