Il nuovo direttore del ciclismo di RCS Sport, Luca Guercilena, racconta la sua visione per il futuro delle grandi corse organizzate dalla società: più internazionalità, una crescente capacità di attrarre pubblico, squadre e partner da tutto il mondo e un ruolo sempre più centrale degli eventi nel panorama internazionale del ciclismo professionistico. Il Giro d’Italia guarda al futuro con una nuova guida. Dopo una lunga carriera nel ciclismo internazionale, Luca Guercilena ha assunto la direzione della Corsa Rosa con un obiettivo chiaro: consolidarne il prestigio globale e rafforzarne il ruolo nel panorama sportivo mondiale.
Nelle interviste pubblicate oggi da Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, Guercilena racconta il significato di questa nuova sfida e le idee che accompagneranno il suo lavoro nei prossimi anni. L’esperienza maturata ai vertici del ciclismo professionistico, prima come tecnico e poi come manager di una delle squadre più vincenti del WorldTour, rappresenta il bagaglio con cui si appresta a guidare uno degli eventi sportivi più iconici d’Italia. Tra i concetti che emergono con maggiore forza c’è la volontà di accrescere l’attrattività internazionale del Giro, mantenendone al tempo stesso le caratteristiche distintive. Per Guercilena, la Corsa Rosa è già un patrimonio riconosciuto nel mondo, ma esistono margini per ampliare ulteriormente il suo richiamo nei confronti di pubblico, squadre, sponsor e mercati internazionali.
Un altro tema centrale riguarda il confronto con gli altri grandi Giri. Pur riconoscendo la forza del Tour de France, il nuovo direttore sottolinea l’importanza di valorizzare l’identità del Giro, senza inseguire modelli altrui. L’obiettivo è rafforzare ciò che rende unica la corsa italiana: il rapporto con il territorio, la varietà dei percorsi, la capacità di coniugare tradizione e innovazione e il legame con una passione popolare che attraversa generazioni. Nella sua visione trovano spazio anche possibili sviluppi tecnici e organizzativi. Dall’equilibrio tra cronometro e tappe di montagna fino alla ricerca di percorsi capaci di offrire spettacolo e imprevedibilità, Guercilena immagina un Giro moderno, competitivo e sempre più coinvolgente per appassionati e protagonisti della corsa. Senza dimenticare due principi che considera imprescindibili: sicurezza e inclusività.
Le sue parole riflettono anche la consapevolezza della responsabilità legata a un evento che rappresenta molto più di una competizione sportiva. Negli ultimi decenni il Giro ha saputo raccontare l’Italia attraverso paesaggi, salite leggendarie e storie di campioni. Il compito della nuova direzione sarà quello di accompagnarne la crescita in un ciclismo sempre più internazionale, senza perdere l’anima che lo ha reso una delle corse più amate al mondo.
Fonti: intervista a Luca Guercilena di Marco Bonarrigo pubblicata su Corriere della Sera dell’8 settembre 2026; intervista a Luca Guercilena di Ciro Scognamiglio pubblicata su La Gazzetta dello Sport dell’8 settembre 2026.