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    Al Giro piove, anzi diluvia, Thomas e gli altri campioni si vestono così

    18/05/2023

    Al Giro d’Italia piove tutti i giorni. E quando non piove, diluvia. Ma come ci si veste in bicicletta per resistere ore e ore, tutta una giornata, sotto l’acqua? Perché bisogna ripararsi, certo. Ma bisogna anche andare forte. La domanda, anzie le domande, le abbiamo quindi fatte a Steven Smith, responsabile cycling della Manifattura Val Cismon che produce, oltre a Sportful e Karpos, Castelli, ovvero i capi della maglia rosa, oltre all’abbigliamento della Soudal-QuickStep di Evenepoel e compagni.

    Smith, credo sia indispensabile partire da un presupposto: pedalare sotto la pioggia non è sempre uguale. Dobbiamo fare delle distinzioni.
    ​”Corretto. ci sono tre fattori fondamentali da tenere in considerazione: temperatura, durata e intensità. Temperatura: non è uguale pedalare sotto l’acqua in inverno o in estate. Durata: i professionisti stanno anche sei ore in ammollo, i cicloamatori si devono riparare ma per meno tempo. Intensità: lo sforzo di una gara aiuta a combattere il freddo rispetto a uno che passeggia”

    Per vestirci da dove partiamo?
    ​”Dall’intimo. Peer un agonista fondamentale sia in poliestere perché questo materiale aiuta a portare via il sudore. Uno che va a spasso può puntare anche su un misto lana che in caso di freddo estremo tiene più caldo. Però se corro e sudo molto la lana si inzuppa troppo”

    Quando si parla di pioggia si parla di mantelline
    ​”Che però non devono essere delle tele cerate per velisti o un sacco nero di plastica. Fondamentale che lascino traspirare, che facciano uscire l’umidità prodotta dal corpo. La membrana migliore è il Goretex. Ottime anche Polartec ed eVent. Invece sul mercato ci sono prodotti di gamma medio/bassa che magari proteggono si dall’acqua ma hanno traspirabilità zero”.

    Che cosa ne pensa di manicotti e gambali? Meglio usarli o no per proteggersi dalla pioggia?
    “Una volta si preferiva usare l’arto scoperto ben incremato anche perché questi capi erano pesantissimi. Ora, da qualche anno, questi capi vengono prodotti di ottima qualità. Un po’ di acqua entra e va a contatto con la pelle. Ma si resta caldi. Non si ha proprio la sensazione di freddo. Tra l’altro noi produciamo manicotti, gambali e pantaloncini con uno speciale trattamento che si chiama Nanoflex”.

    Di cosa si tratta?
    ​”I prodotti sono coperti da segreto industriale. ma diciamo che i capi vengono sottoposti a trattamenti sia chimici, sia strutturali, che garantiscono una finitura tipo pelle di pesca. Avete presente cosa succede se mettete una pesca sotto il rubinetto? Provate, vedrete che se non la strofinate l’acqua scivolerà via”

    E i guanti? Quintana usa quelli in lattice per lavare i piatti. Lì acqua non ne passa
    ​”Per i guanti dipende dalle preferenze. secondo me un’ottima scelta è il neoprene, il materiale delle mute da sub. Anche così entra un filo di acqua, che però si scalda. Meglio avere mani bagnate ma calde piuttosto che asciutte ma gelate”

    Vale lo stesso per i copriscarpe?
    ​”No, perché i copriscarpe non vanno a contatto con la pelle. Quindi non si produce calore. Preferiamo che siano in lycra spalmata con silicone. Fasciano bene il piede e sono anche aerodinamici”.

    A volte si vedono corridori che si fermano a cambiare indumenti: è necessario?
    ​”No, se i capi sono di ottima qualità, e non strappati da una caduta, si può stare tranquillamente tutto il giorno sotto la doccia”.

    Un capo impermeabile lo è per sempre?
    ​”Si e no perché con l’uso il trattamento esterno se ne va. Ogni tanto, quindi, diciamo dai 5 ai 10 lavaggi, bisogna rinnovarli. Ci sono due modi. Uno è quello di mettere i capi in asciugatrice per una ventina di minuti. Il secondo è quello di spruzzare sulla parte esterna degli spray Dwr (Durable water repellent)”.

    Come ci si accorge se i capi hanno ancora una buona impermeabilità?
    ​”Vanno messi sotto il rubinetto. Se sono impermeabili l’acqua scivola via e restano solo goccioline che con una scrollata se ne vanno”

    Remco cosa usava per proteggersi dalla pioggia?
    ​”La sua mantellina preferita in caso di forte pioggia con freddo è la Castelli Gavia. Thomas sta correndo con la Slicker Pro fatta con tessuto italiano”.

     

    Claudio Ghisalberti

     

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