Ver todos
Guarda las fechas de tus etapas preferidas Sincroniza el calendario
Ver todos

‘Puertos y crono’: Blockhaus, Capodarco y Corno alle Scale

20/04/2026

El Giro de Italia lanza un proyecto que se propone cartografiar, cronómetro en mano, los puertos más exigentes del ciclismo, construyendo un archivo de las escaladas que han hecho (y harán) la historia de este deporte y ofreciendo a los aficionados una referencia con la que compararse y compararlos. Se dispondrá un punto de control en el inicio y al final de 11 puertos a lo largo de las tres semanas. El punto de control podrá corresponderse con el arco del GPM o con la línea de meta.

 

Hoy os presentamos los 3 primeros puertos.

Blockhaus

Dal nome potrebbe sembrare una cima alpina al confine con l’Austria, invece il Blockhaus spicca imperioso nel massiccio della Maiella, in Abruzzo. Il nome fu coniato nel XIX secolo da un comandante militare austriaco che era di stanza con un plotone di soldati sulla cima, dove intorno al 1863, durante il periodo postunitario, era stato costruito un fortino in legno con base rettangolare in pietra, per cercare di contrastare le iniziative dei briganti.

 

Oggi è un arrivo classico del Giro d’Italia e coi suoi 13,6 km all8,4% è salita vera, tosta, selettiva. Il suo battesimo al Giro, nel 1967, corrisponde a quello di un certo Eddy Merckx, che proprio su queste pendenze centrò il suo primo successo parziale al Giro. Tornò nel 1968, vinse Franco Bodrero, ma negli annali c’è il nome di Franco Bitossi perché il compianto Bodrero (scomparso per un male incurabile a soli 27 anni) fu coinvolto nello scandalo doping di anfetamine che sconquassò quell’edizione del Giro.

 

Il Blockhaus, nella Tappa 7, sarà la prima salita ufficialmente cronometrata dell’edizione del 2026 (nonché primo arrivo in salita), ma già nel 1972 fece da arrivo a una tostissima cronometro di 48 km che esaltò ‘El Tarangu’, José Manuel Fuente. Nel 1984 vinse Moreno Argentin, con Francesco Moser che staccò di 58” un Laurent Fignon in crisi di fame e si prese la Maglia Rosa che contenderà al francese fino alla fine, vincendola poi per 1’03”.

 

Nel 2009 si impose Franco Pellizotti – anche qui le classifiche sono poi state riscritte -, con Stefano Garzelli che fece secondo e venne subissato di fischi dai tifosi abruzzesi, “colpevole” secondo loro di aver tolto preziosi secondi di abbuono all’idolo locale Danilo Di Luca, 3° al traguardo e in lotta per la Maglia Rosa con Denis Menchov. Le ultime apparizioni risalgono al 2017, con successo e conquista della Maglia Rosa di Nairo Quintana, e al 2022, con la stoccata del futuro vincitore del Giro Jai Hindley.

 

Nel 2024 anche il Giro d’Italia Women ha scoperto il Blockhaus, che ha esaltato le caratteristiche da scalatrice dell’australiana Neve Bradbury.

Capodarco

Gli appassionati di ciclismo italiani sono abituati a rivolgere le proprie attenzioni su Capodarco il 16 agosto, quando in città va in scena il GP Capodarco, classica internazionale U23 conosciuta per l’incredibile calore del suo pubblico. Nata nel 1964, ha visto negli anni affermarsi corridori come Davide Bramati, Wladimir Belli, Mattia Cattaneo e, nelle ultime stagioni, Jai Hindley, Filippo Zana, Einer Rubio e il talentino sloveno Jakob Omrzel. La data non è a caso, è quella della nascita di Fabio Casartelli, vincitore lì nel 1991 e scomparso nel 1995 dopo una caduta al Tour de France, commemorato dalla corsa con la partenza dal monumento a lui dedicato.

 

La salita misura poco meno di 2,5 km e ha una pendenza media al 6,3% e nella Tappa 8 del Giro d’Italia 2026 andrà superata a soli 7 km dall’arrivo di Fermo (di cui Capodarco è una delle 10 contrade), posto in cima ad un altro strappo. L’arrivo è molto simile a quello della Tirreno Adriatico 2017, quando si impose Peter Sagan davanti a Thibaut Pinot e Primož Roglič.

Corno alle Scale

Un unico versante, un’unica strada porta alla cima di questa montagna dell’Appennino tosco-emiliano non lontana da Bologna. Il Giro d’Italia la conosce già, perché ci era arrivato nel 2004 nella Tappa 3, quando Gilberto Simoni staccò tutti e andò a prendersi tappa e Maglia Rosa, in quello che doveva essere il suo Giro e che invece sarà del suo compagno di squadra alla Saeco, Damiano Cunego, vincitore finale a soli 22 anni.

 

Ci tornerà in questo 2026, nella Tappa 9, come arrivo in salita secco dopo una tappa piuttosto semplice che arriva dal mare, da Cervia. La cima è posta a 1471 metri di altitudine, al termine di una scalata che parte da Silla e spianerà dopo Querciola, dove è posto un GPM di terza categoria. A quel punto comincerà la salita finale vera e propria che porta a Corno alle Scale e al Rifugio Cavone, lunga 10,8 km e con una pendenza a circa il 6%.

 

Blockhaus, Fermo e Corno alle Scale: 3 tappe una di seguito all’altra che renderanno esplosivo il finale della prima settimana di Giro.

 

¡Descubre el Recorrido 2026!

¡SÍGUENOS
#giroditalia

patrocinador principal