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Tappa

5

Mercoledì 11
Maggio 2022

172 km
Dislivello 1200 m

Catania -

Messina

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Tappa classica del Giro in Sicilia. Da Catania fino a Messina partendo dalla costa orientale per portarsi tramite Portella Mandrazzi e le sue dolci pendenze, sulla costa settentrionale dove si toccano località come Villafranca Tirrena, Ganzirri con l’enorme Pilone dello Stretto del vecchio elettrodotto. Una tappa per velocisti che presumibilmente vedrà una volata di gruppo compatto al termine.

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Città di:

partenza
arrivo

Catania



Gastronomia

La cucina catanese è una delle più ricche e gustose della Sicilia.
La grande ricchezza e la facilità nel reperimento delle materie prime e l’amore per la cucina “saporita”, unita alle contaminazioni culinarie frutto delle numerose dominazioni straniere nei secoli, rendono Catania un punto di riferimento gastronomico dell’Isola.
Famosissima è l’insalata di mare con polpi, gamberi e occhi di bue (molluschi tipici di questo mare) bolliti; altrettanto diffusi sono i masculini marinati (alici del mare Ionio fatte marinare in olio e limone), acciughe salate, occhi di bue crudi conditi con limone o arrostiti sul carbone, pepata di cozze (soffritte, con pepe abbondante, limone e prezzemolo tritato) “u mauru” (alga cruda condita con limone), “u zuzzu” (gelatina di maiale), “u sangeli” (sanguinaccio).

Fra i primi piatti merita il posto d’onore la pasta alla Norma, che prende il nome da un celebre capolavoro di Vincenzo Bellini: salsa di pomodoro, melenzane fritte, basilico e abbondante ricotta salata grattugiata.
Altre pietanze di spicco sono la pasta con il nero delle seppie, condita con una salsa preparata con l’estratto di pomodoro, seppie e il nero di questi gustosi molluschi; la pasta con i masculini (alici fresche in un soffritto di cipolla, piselli e finocchietto rizzu); la pasta ‘ncaciata, condita con cavolfiori cucinati in un soffritto di cipolla e insaporiti con acciughe salate, olive e caciocavallo.
La carne e il pesce vengono servite dappertutto, con una predilezione nel capoluogo per la carne equina, spesso accompagnata a contorni che, in realtà, sono dei veri e propri piatti unici:
la parmigiana (sformato di melanzane fritte), la caponata con melanzane e pomodori, l’insalata di finocchi, l’insalata d’arance (affettate e condite con olio, sale e pepe), i piatti di verdura ed altre verdure tipiche.
La rosticceria catanese è tra le più rinomate d’Italia. I principali pezzi sono gli arancini, croccanti agglomerati di riso farciti di vario ripieno, la Siciliana (sottile sfoglia di pasta fritta ripiena di tuma e acciughe), le crispelle salate (frittelle di soffice pasta, ripiene di ricotta fresca o acciughe), le scacciate (confezionate con pasta di pane farcita con abbondante tuma e acciughe, o verdure, o cavolfiore, cotte al forno).

I dolci tipici sono i cannoli di ricotta, la cassata siciliana, ma soprattutto la frutta martorana o pasta reale (morbida pasta a base di mandorle dalle molteplici forme di frutta colorata); le crispelle di riso o le tradizionali “olivette di Sant’Agata”. Rinomatissimi i gelati e le granite (conditi a richiesta con panna lavorata a mano). Tra queste ultime i sapori più diffusi sono alla mandorla, al limone, al caffè, al cioccolato, ai gelsi, alla pesca.

Bevande

I vini più rappresentativi sul territorio catanese sono, senza alcun dubbio, quelli che si producono sull’Etna.
Il Vulcano conferisce ai vini caratteristiche di mineralità e grande eleganza, dovuta alle forti escursioni termiche fra il giorno e la notte e le peculiari condizioni pedoclimatiche.
Vini “di montagna” a latitudini particolari, su un’Isola famosa per il gran numero di ore di sole durante l’anno: è questa la grande ricchezza dei vini vulcanici, insieme a suoli ricchi di componenti minerali variegate.
E’ sull’Etna che si coltivano da centinaia di anni, con la tradizionale vite ad alberello, il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Carricante, la Minnella e il Catarratto, tutti vitigni che concorrono alla produzione di vini classificati come Etna Doc, su tutti i versanti del Vulcano.
Conosciuti in un passato non troppo lontano come vini “da taglio” per conferire gradazione alcolica ai ben più celebri vini del nord o francesi, oggi i vini dell’Etna risplendono di luce propria e hanno conquistato fette consistenti di mercato internazionale, grazie anche alla loro riconosciuta longevità.

Punti d'interesse

Piazza Duomo, punto focale della città, è una piazza grandiosa, ricostruita in stile barocco nel XVIII secolo dopo il tremendo terremoto che devastò la città nel tardo 1600. Qui si ammira la facciata barocca della Cattedrale dedicata a Sant’Agata, fondata da Ruggero D’Altavilla come una chiesa fortificata nell’XI e ricostruita sulle macerie della cattedrale normanna distrutta dal terremoto del 1693. La facciata, ristrutturata dall’architetto Giovanbattista Vaccarini, ha un insolito schema basato sull’utilizzo del nero della pietra lavica e il bianco della pietra calcarea, come molti degli edifici di Catania del XVIII secolo. All’interno, si possono ammirare la tomba di Vincenzo Bellini e la cappella di Sant’Agata, dove sono custodite le reliquie della Santa patrona. Al di sotto del piano di calpestio della Cattedrale e della piazza è possibile ammirare i vecchi resti romani di quelle che un tempo furono le Terme Achilliane.
Al centro della piazza Duomo, nel 1735, Vaccarini sistemò, su una base bordata con piccole fontane decorative, un antico elefante in pietra lavica: u Liotru, simbolo di Catania, che sostiene un obelisco egiziano e in cima i simboli agatini. Sul lato nord si trova il Municipio (Palazzo degli Elefanti), davanti ad esso la Fontana dell’Amenano e il Seminario dei Chierici che sostiene, da un lato l’antica Porta di Carlo V, una delle antiche entrate delle mura di cinta della Città e dall’altro, Porta Uzeda, dedicata al vicerè spagnolo. Qui vicino, si può godere anche l’esuberante mercato del pesce della città: la Pescheria.
A nord di qui, una seconda imponente piazza, Piazza Università, che dà su Via Etnea, principale via dello shopping della città.
In piazza Federico II di Svevia, si erge il Castello Ursino. Costruito per volontà dell’Imperatore svevo, oggi è il museo più rappresentativo di Catania. All’ interno, è possibile restare affascinati dai reperti romani e greci, incisioni di metalli e la Pinacoteca che comprende pitture di grande valore artistico. Il castello spesso ospita mostre temporanee.
In piazza San Francesco, all’interno dello storico Palazzo Gravina Cruyllas, si trova la casa-museo di Vincenzo Bellini, dove sono conservate una vasta collezione di stampe e partiture autografe del grande compositore, come pure il suo clavicembalo originale.
Lo stesso edificio ospita il Museo Emilio Greco dove si trova una raccolta di litografie e acqueforti dell’artista. Davanti all’edificio c’è la Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata dove sono conservate alcune delle caratteristiche Candelore della festa di Sant’Agata. Lungo via Vittorio Emanuele si trova l’ex convento benedettino di San Placido, all’interno del chiostro del XVIII secolo si possono ancora vedere le rovine di un balcone del Palazzo Platamone, oggi sede della Direzione Cultura di Catania.
Proseguendo in questa direzione si possono ammirare i resti del teatro greco-romano e quelli dell’Odeon. A nord, la Chiesa di Santa Maria della Rotonda, originariamente un bagno romano. Tracce del II secolo a.c. si trovano in piazza Stesicoro, nell’antico Anfiteatro romano, il quale accoglieva fino a 15.000 spettatori. Per una più moderna esperienza teatrale, si può ammirare il Teatro Massimo Bellini nell’omonima piazza.
Via Crociferi, merita particolare attenzione per il suo stile tardo barocco, dichiarata dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”.
Qui si possono ammirare le belle chiese di San Benedetto e San Giuliano. Altri splendidi esempi di barocco sono la Chiesa di San Francesco Borgia, annessa all’ex convento dei Gesuiti.
La Chiesa di San Nicolò l’Arena, si trova in piazza Dante, la cui facciata non fu mai completata e l’attiguo Monastero dei Monaci Benedettini, uno dei più grandi complessi monastici europei, estremamente interessante per gli ornamenti barocchi pregiati dei suoi balconi e finestre, così come, per i suoi due chiostri interni, che mostrano splendide logge.

Messina



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