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Tappa

2

Domenica 09
Maggio 2021

179 km
Dislivello 600 m

Stupinigi

(Nichelino) -

Novara

altimetria

planimetria

info tecniche

Tappa pianeggiante con alcune ondulazioni nella parte centrale. Si percorrono le strade dell’hinterland torinese fino a raggiungere l’Astigiano dove si superano alcune brevi salite (Montechiaro d’Asti classificato GPM). La seconda metà è perfettamente piatta su strade ampie e rettilinee fino all’arrivo.
Ultimi km
Ultimi chilometri tutti piatti. Si superano alcune rotatorie e l’ultima curva (verso destra) è a circa 1500 m dall’arrivo. L’ultimo chilometro è interamente su strada ampia ed è caratterizzato da un saliscendi in sottopasso e ai 700 m da un breve restringimento per superare una rotatoria. Rettilineo su asfalto

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info turistiche

Città di:

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Stupinigi (Nichelino)

Panoramica

Nichelino è un comune di 50.752 abitanti situato nell’Area Metropolitana di Torino. Nasce come feudo il 22 giugno 1694 con la “Regia Patente” concessa da Vittorio Amedeo II al Conte Occelli.

Città “satellite” di Torino, il territorio esplode con il boom economico sotto la spinta della massiccia immigrazione attirata dalla FIAT. La popolazione passa dai 7257 abitanti nel ‘50 sino alla soglia dei 50000 nel ’74. L’etichetta di “dormitorio operaio” ha qui le sue radici e la città sarà costretta a confrontarsi con questo marchio fino a fine secolo, nonostante l’impegno a dotare il territorio dei servizi necessari per trasformare l’antico paese in moderna cittadina. Il 17 gennaio 2000 con decreto del Presidente Ciampi ha ottenuto il titolo di Città.

Oggi Nichelino vanta numerose iniziative di carattere culturale, sportivo e sociale grazie alla presenza del Teatro Civico Superga, del Centro giovanile Open Factory, della Biblioteca G.Arpino, dei  complessi sportivi e di un vivace associazionismo.

Gastronomia

All’interno del Parco naturale di Stupinigi sono stati identificati i terreni più adatti alla coltivazione del grano per garantire la semina di varietà tradizionali di frumento a basso contenuto di glutine, che da tempo non erano più coltivate in zona e a queste si sono unite varietà di grani antichi recuperate. Il grano, seminato all’interno del Parco, viene macinato a pietra e la farina così prodotta, oltre ad essere venduta al dettaglio sul territorio, viene usata dal panificio Panacea di Torino per produrre pane lievitato con sola pasta madre. Valorizzando l’agricoltura di prossimità e l’antica vocazione agricola del parco si è venuto a creare un filo diretto tra la terra coltivata di Stupinigi e il consumatore, portando a tavola un pane buono e sano come quello di una volta, dando vita alla prima filiera della farina del Piemonte. Lavorare in una filiera corta senza intermediari permette inoltre di garantire l’eliminazione di additivi chimici e offrire ai consumatori un prodotto di cui si conosce appieno qualità e provenienza.

La filiera della farina di Stupinigi è promossa dall’Associazione Stupinigi è… attraverso l’iniziativa “Filiera in Fiera” che ogni anno, nell’ambito dei festeggiamenti patronali nichelinesi, prevede attività di presentazione prodotti della filiera di Stupinigi, laboratori sulle tecniche di panificazione, distribuzione della pasta madre del panificio Panacea etc.

Sempre all’interno del Parco si trova l’Azienda Agricola Barale/Bertola specializzata nella produzione di latte ad alta qualità, impiegato per la realizzazione di gelati, yogurt, torte, etc. Anche questa produzione artigianale può fregiarsi del Km 0, rispettando l’ambiente e puntando sulla qualità dei prodotti.

Nel Parco è presente anche un’azienda ad indirizzo zootecnico: l’Azienda Agricola Michele Piovano, in cui vengono allevati bovini di razza Piemontese. Grazie al filo diretto dall’allevatore al consumatore viene garantita alta qualità delle sue specialità: hamburger, polpette, agnolotti etc.

Bevande

“El cichetin del Niclin” è il liquore al basilico di Nichelino, creato dalla Sig.ra Claudia Sacco con i prodotti dell’azienda agricola nichelinese Ponzio specializzata nella produzione del basilico. L’etichetta realizzata con una foto del nichelinse Ezio Sarà riproporta il logo del ventennale di titolo di città.

Punti di interesse

Nichelino ospita nel suo territorio la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un gioiello architettonico settecentesco nato per gli svaghi della corte. Dal 1997 riconosciuto patrimonio dell’Umanità Unesco, fa parte del sito seriale delle “Residenze Sabaude”.

La Palazzina riconoscibile dal suo emblema, il cervo posto sulla cupola dell’edificio ad indicare il carattere venatorio della residenza, è un trionfo barocco nato dalla genialità di Filippo Juvarra che ne studia la costruzione con cura maniacale. Suoi sono i disegni progettuali, sua è la scelta degli artigiani, pittori, ebanisti e tappezzieri che ne cureranno la costruzione e l’arredo. Nonostante altri  architetti gli succederanno dopo la sua partenza per la Spagna, tra cui Giovanni Tommaso Prunotto da Guarene, Ignazio Birago di Borgaro e Benedetto Alfieri, l’intera opera porta il suo sigillo.

Chiara, elegante, ariosa e leggiadra “la ninfa dei boschi”, è inaugurata il 5 novembre 1731.

La struttura è a pianta centrale, con un corpo alto tre piani interamente dedicati al salone d’onore. Da qui si dipanano due lunghe braccia laterali che si chiudono e riaprono a tenaglia, creando un cortile d’onore ottagonale chiuso dall’elegante cancellata e una piccola corte che arriva a lambire il viale diretto a Torino. Due maniche laterali si allungano “a rovescio”, dai primi gomiti delle gallerie anteriori verso il corpo principale formando i padiglioni di levante e di ponente.

Il parco e i poderi nati con la Reggia sono studiati dallo Juvarra per esaltare il cuore nobiliare. Oggi l’intero complesso è ritenuto un modello unico di struttura tardo barocca.

Il complesso parrocchiale dedicato alla Santissima Trinità, edificato tra il 1730 e il 1775, oltre ad essere la testimonianza architettonica meglio conservata tra quelle più antiche, porta firme di rilievo. Il disegno dell’ampliamento settecentesco, che segna il futuro carattere della costruzione, è dell’architetto Bernardo Antonio Vittone, anche se la successiva progettazione e la direzione dei lavori furono affidate a Giovanni Tommaso Prunotto da Guarene, architetto regio che successe a Filippo Juvarra e seguì la costruzione della Palazzina di Caccia di Stupinigi dopo la morte del predecessore.

Il riferimento alla scuola del celebre architetto messinese ha fomentato a lungo la convinzione che il corpo centrale sia stato progettato dallo stesso Juvarra. Gli interni sono arricchiti da tre grandi opere del pittore Felice Cervetti. La costruzione è un pregevole esempio di architettura barocca piemontese. Lo snello campanile caratterizza l’orizzonte della piazza. Su tutti i suoi lati l’orologio segna le ore dal 1850.

Il Borgo Antico è il nucleo abitativo più antico di Nichelino. Nasce intorno al Castello Occelli, un’antica casa-forte che risale al Medioevo. Oggi ha l’aspetto di una casa nobiliare circondato da un parco curatissimo. Sulla piazzetta si affacciano gli edifici antichi più importanti: le cascine, il  tribunale la cappella della Beata Vergine delle Grazie.

 

 

Novara

Panoramica

Novara è una città ricca di tradizioni, di storia, di capolavori d’arte, creata poco a poco, in un susseguirsi di stratificazioni e influenze, che ne hanno fatto un vivace polo culturale, tappa ideale per una visita nel corso di tutto l’anno. La vera anima della città affiora nel suo centro storico che ruota attorno alla Basilica di San Gaudenzio e a quell’ardita struttura, che tutto domina e a cui tutti guardano: la Cupola di Alessandro Antonelli; i suoi 121 metri disegnano lo skyline del capoluogo, dandogli quella forma cara e conosciuta nella quale i novaresi si riconoscono. Da lassù lo sguardo si perde oltre i confini cittadini, con le prime risaie che lambiscono le sue periferie e fino all’abbraccio della catena alpina che, nelle giornate di cielo terso, sembra quasi di poter toccare solo allungando il braccio.

Gastronomia

Circondata da risaie, il piatto tradizionale di Novara non può che essere a base di riso: la paniscia, è infatti un risotto in cui non devono mancare i fagioli, le verze e il salame della duja (un salume che si conserva sotto grasso), e tutto ciò che regala l’orto in qualsiasi momento dell’anno. Non esiste una ricetta codificata, ogni famiglia ha la sua, l’importante è cucinarne sempre in abbondanza in modo da poterla gustare anche riscaldata il giorno seguente, creando una crosticina croccante che la rende ancora più appetitosa.

Sulle tavole novaresi non manca mai il Gorgonzola, nelle sue versioni dolce e piccante; Novara è infatti la sede del suo Consorzio di Tutela e nel territorio si concentra la gran parte della produzione. Gustato da solo o abbinato ad altri ingredienti per ricette sfiziose, è uno dei formaggi che più si presta ad accompagnare tutto il pasto. E per finire in dolcezza, i dessert in città non mancano sicuramente: i Biscotti di Novara sono un dolce antico, la cui ricetta risale al XVI secolo ad opera delle monache che avevano l’usanza di prepararli in periodo pasquale per mandarli in dono al Papa. Fatti solo con uova, zucchero e farina, accompagnano le merende, e non solo, dei novaresi da oltre 500 anni. Durante i giorni della festa patronale (22 gennaio), invece è quasi un obbligo gustare il Pane di San Gaudenzio, una torta con uvetta o marroni, racchiusa in un guscio di frolla e con granella di frutta secca in superficie.

Bevande

Non tutti sanno che uno degli aperitivi più famosi al mondo fu inventato a Novara! A metà Ottocento Gaspare Campari acquista infatti in centro città il Caffè dell’Amicizia, dove perfeziona la ricetta del suo bitter, rimasta da allora invariata.

Poco fuori dal capoluogo il territorio lascia la pianura e comincia a trasformarsi in collina e dal riso si passa al vino. Nel medio Novarese è tutto un susseguirsi di filari di vite, che qui è piantata, lavorata e l’uva poi trasformata in vino, fin dall’epoca romana, con risultati sempre più appaganti e di successo; non a caso la prima Cantina Sociale d’Italia è nata proprio in provincia di Novara, in un territorio dove la viticoltura è stata sempre particolarmente favorita dal microclima, dovuto alla vicinanza del Monte Rosa, e da suoli minerali di origine morenica e vulcanica. Qui a farla da padrone è il Nebbiolo, re dei vitigni piemontesi, che vinificato in purezza o in un blend di uve autoctone, dà origine alle Doc e alle Docg del territorio. Tra queste ricordiamo gli storici Ghemme Docg, Boca Doc, Fara Doc, Sizzano Doc e la gamma Colline Novaresi Doc.

Punti di interesse

Di antica fondazione, Novara si presenta come un elegante salotto ottocentesco, secolo d’oro del suo sviluppo urbanistico ed economico; lo sguardo del visitatore che arriva da lontano, viene subito catturato dalla Cupola della Basilica di San Gaudenzio, progettata e realizzata nel corso del XIX secolo da Alessandro Antonelli, architetto della Mole di Torino. Sotto la statua del Salvatore, prendono vita, tra le vie e le piazze del centro, la Basilica dedicata al patrono Gaudenzio, uno scrigno prezioso di arte barocca, così come la Chiesa di San Marco; il maestoso Duomo di Santa Maria, altra opera antonelliana, con il suo caratteristico colonnato e il Battistero paleocristiano, monumento più antico della città; nel Complesso monumentale del Broletto, un tempo luogo della vita pubblica e civile, oggi è allestita la collezione d’Arte Moderna Giannoni; il Castello Visconteo-Sforzesco, restituito alla città in seguito a un imponente intervento di restauro, è il nuovo polo museale con la sede di ExpoRisorgimento, museo dedicato alle vicende risorgimentali che hanno interessato Novara, e con mostre temporanee che animano la vita culturale nel corso di tutto l’anno; e i Teatri Coccia e Faraggiana, i cuori musicali e artistici del capoluogo.

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