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Tappa

19

Venerdì 28
Maggio 2021

176 km
Dislivello 3400 m

Abbiategrasso -

Alpe di Mera

(Valsesia)
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Tappa di montagna con salite intervallate da lunghi tratti in falsopiano. Si percorre la pianura attorno al Ticino fino ai piedi del Mottarone. La strada si restringe e presenta le pendenze maggiori dopo Armeno. Discesa impegnativa fino a Stresa dove si costeggia il Lago e si raggiungono quindi Gravellona Toce e Omegna per scalare il Passo della Colma. Dopo Varallo lungo fondovalle salire fino a Scopello dove inizia la salita conclusiva.
Ultimi km
Salita finale di quasi 10 km con pendenze sempre attorno al 9/10 % e punte massime del 14%. Carreggiata abbastanza larga caratterizzata da numerosi tornanti. Rettilineo dia rrivo su asfalto.

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Abbiategrasso

Panoramica

Abbiategrasso ( a. 32 592 – m 120 s.l.m.) è posta 22km a sud-ovest di Milano, nel Parco del Ticino. I primi insediamenti risalgono al I secolo a.C., secondo i ritrovamenti archeologici. Il nome di Habiate rimane al borgo fino al X secolo quando gli viene aggiunto l’epiteto “Grasso”, comune ad altre località, con probabile riferimento alla fertilità del suolo. La fortuna di Habiate, coincise con la possibilità di rendere il Naviglio Grande navigabile dopo il 1270, poiché un tempo il Naviglio alimentava il fossato esterno di protezione del borgo, giungendo sino al Castello Visconteo.Il cuore della città è l’antica piazza del mercato, Piazza Marconi dalla singolare forma triangolare allungata, oggi sede del Comune. Le Alzaie dei Navigli utilizzate per trascinare i barconi ora sono diventate “imperdibili” piste ciclabili che da Milano portano fino al Lago Maggiore, a infiniti percorsi nel Parco del Ticino e verso Pavia.

Gastronomia

Gorgonzola, Casseola con polenta, Brasato, Salumi del Parco del Ticino, Risotto con ossobuco e tutti i piatti a base di riso.

Abbiategrasso si trova nel Parco del Ticino e i produttori a “Marchio Parco” si contraddistinguono ormai da anni per la qualità e la varietà dei prodotti. La città fa parte del circuito internazionale delle Cittaslow “ le città del buon vivere”.

Punti di interesse

Piazza Marconi al centro della città presenta ancora gli originali portici trecenteschi, accanto a quelli del XVI sec. Il palazzo comunale è databile al 1623.

Collocato in modo strategico a ridosso del Naviglio, l’attuale castello fu costruito alla fine del XIII secolo sulle rovine del precedente distrutto dal Barbarossa nel 1167. Nei secoli fu ampliato e ristrutturato, numerosi furono i Duchi di Milano che soggiornarono nel castello abbiatense. Gian Galeazzo Visconti  farà nascere il suo primo erede, Giovanni Maria. L’evento del 7 settembre 1388 sarà ricordato con la dedicazione della Chiesa di “Santa Maria Nascente”, oggi nota come Basilica di S. Maria Nuova, che si trova poco distante dalla piazza Marconi. Risalente al 1365 è caratterizzata da un imponente pronao che conclude il quadriportico e copre buona parte della facciata, fu realizzato tra il 1595 e il 1601 dall’arch. Tolomeo Rinaldi a protezione dell’affresco della Scuola degli Zavattari raffigurante la“Vergine col Bambino”.

Sempre a testimoniare la forte presenza dei Duchi Milanesi troviamo poco distante dal centro l’ex Convento dell’Annunciata , complesso architettonico  fatto costruire a partire dal 1469 dal duca Galeazzo Maria Sforza a compimento di un voto alla Vergine e affidato all’Ordine dei Frati Minori dell’Osservanza di S. Francesco. La chiesa all’interno conserva un magnifico ciclo di affreschi con Le storie di Maria datato “ottobre 1519” e firmato da Nicola Mangone da Caravaggio, detto il Moietta. Il chiostro è stato interamente recuperato nell’aspetto originale e presenta decorazioni di epoche diverse.

Sempre rimanendo nel centro cittadino troviamo l’Istituto Golgi – Redaelli, un tempo “Pia Casa degli Incurabili”, dove Camillo Golgi effettuò i suoi primi esperimenti sulle cellule del sistema nervoso portandolo alla creazione del “metodo di Golgi” che gli valse nel 1906  il premio Nobel.

La chiesa di S. Pietro, probabilmente già esistente in età longobarda, fu interamente ricostruita in forme barocche dall’architetto Francesco Croce. Conserva al suo interno, all’altar maggiore di Luigi Cagnola e una tela dedicata alla “Madonna della Neve” del 1645, firmata da Giambattista  Discepoli.

Nel tratto in cui il Naviglio Grande curva verso Milano, dove nasce il Naviglio di Bereguardo, troviamo Castelletto, frazione di Abbiategrasso. Un tempo vero e proprio porto abbiatense luogo di scambio animato da barconi, mercanti e lavoratori. Al di là del Naviglio  Grande Palazzo Cittadini Stampa un magnifico edificio nobiliare di proprietà comunale, che i recenti restauri hanno restituito all’antico splendore tutte le sale riccamente decorate da affreschi risalenti al XVII secolo. La chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita tra il 1610 e il 1616 troviamo all’ interno la trecentesca statua della “Vergine con il Bambino e la tela dell’”Assunta” di Camillo Procaccini.

Alpe di Mera (Valsesia)

Informazioni Turistiche

Scopello, paese di circa 380 abitanti, è situato a metà della Valsesia, in provincia di Vercelli, a circa 600 m di quota s.l.m. e si estende in direzione est-ovest lungo il fiume Sesia in posizione soleggiata con ampi prati adibiti a pascolo e coltivazioni fin dall’origine dell’insediamento.  Le prime informazioni sul paese rimandano all’inizio del XIII secolo con l’insediamento dei primi abitanti, sette famiglie che giurano fedeltà al Vescovo di Vercelli nel 1217. Come in tutta la Valsesia, è formato originariamente da insediamenti sparsi, piccoli agglomerati indipendenti con la loro chiesetta e le caratteristiche case in pietra e legno, ricoperte da magnifici tetti in “piode”, grandi lastre di pietra che si cavavano direttamente sul territorio. Gli insediamenti permanenti si trovavano per lo più nella piana di fondovalle ma anche sul pendio esposto a sud, dove si trova la frazione di Frasso, piccolo delizioso balcone sulla vallata.

Si tratta in origine di un borgo rurale basato su un’economia di sussistenza: l’allevamento di pochi animali, la coltivazione di canapa, segale, orzo e avena, gli unici prodotti che potevano essere coltivati nel clima rigido di montagna. All’inizio del XVIII secolo, col passaggio di dominio della Valsesia dal Ducato di Milano ai Savoia, Scopello diventa un importante centro minerario con la costruzione di una fonderia dove venivano lavorati i minerali provenienti dalle miniere di tutta la valle, prevalentemente ferro ma anche argento e oro dalle miniere di Alagna. Una ciminiera in pietra è traccia ancora oggi di questo importante passato.

Gastronomia

Molti i piatti della tradizione contadina ma merita una menzione particolare la MIACCIA, una sorta di cialda sottile preparata con un impasto di farina, uova, latte e panna e cotta in particolari strumenti costituiti da due dischi metallici incernierati tra loro. Può essere farcita con salumi e formaggi oppure con confetture dolci. E’ ancora oggi preparata e gustata per i momenti conviviali in famiglia e anche durante feste e sagre a favore dei turisti che ne vanno ghiotti.

Bevande

I “grapàt” erano i distillatori di vinacce. L’attività di distillazione era una professione tipica della Val San Giacomo e di Campodolcino in particolare; si svolgeva durante i lunghi inverni. Molte famiglie si erano specializzate in questa attività, recuperavano le vinacce dai vinificatori di Chiavenna e le distillavano in paese. Sono molte le famiglie che emigrando hanno fondato importanti e rinomate distillerie, alcune in attività ancora oggi, per ricordarne qualcuna: Francoli, Scaramellini, Della Morte, Fanetti, Gadola, Vener, Acquistapace e molte altre che hanno lasciato minore ricordo di sé.

Punti di interesse

La chiesa parrocchiale, posta in posizione elevata rispetto al paese nel 1700, è dedicata a Santa Maria Assunta e la festa del paese, il 15 di agosto, vede la statua della Vergine portata in processione per le vie del centro, contornata da un corteo di donne vestite in costume e dalla banda musicale, di centenaria costituzione.

Il territorio è ricco di chiesette e cappelle votive di antica fondazione e particolarmente interessante risulta essere l’oratorio dedicato a San Bernardo, santo patrono degli Alpinisti e Montanari, situato proprio sulla carrozzabile che conduce all’Alpe di Mera dove recentemente è stato restaurato e valorizzato un ciclo di affreschi, datato intorno al 1470,di eccezionale interesse e altissima qualità che raffigura, al centro, la Madonna in trono con il Bambino, a destra san Bernardo, san Gottardo e san Secondo di Asti; a sinistra le figure di sant’Antonio Abate, san Giovanni Battista e san Sebastiano, alcuni di essi identificabili anche grazie alle iscrizioni.

Gioiello del paese sono le Alpi di Mera, che si stendono su un’ampia dorsale morenica posta a sud di Scopello intorno ai 1600 metri di quota. Piccole casere d’alpeggio sparse qua e là fra i pascoli e i cespugli di rododendro e mirtillo, rendono il luogo incantevole da cui si gode uno dei più bei panorami della valle sul versante sud del Monte Rosa, che chiude la Valsesia a nord. Anche l’alpe di Mera ha il suo piccolo oratorio, un santuario dedicato alla Madonna Nera di Oropa, eretto dai pastori nel tardo Medioevo, in ricordo della grazia ricevuta con la cacciata dei lupi che insidiavano le greggi.

L’Alpe di Mera, fin dagli anni Sessanta del secolo scorso e tutt’ora, è una rinomata stazione sciistica che, grazie alle piste, agli impianti di risalita rinnovati di recente e al fatto che sia raggiungibile da una comoda strada carrozzabile e da una seggiovia durante tutto l’anno, è diventata una delle mete preferite dai turisti soprattutto di lunga data, che giungono in valle, soprattutto dal Novarese e dalla Lombardia per alloggiare nelle seconde case, e da turisti da tutto il mondo che vengono anche per i percorsi di mountain-bike, fra i più belli e panoramici di tutte le Alpi e per il fiume Sesia e i suoi affluenti, dove si praticano tutti gli sport d’acqua in scenari suggestivi e che non hanno nulla da invidiare a mete più rinomate ed esotiche.

Il fiume Sesia è inoltre molto noto per la pesca  a mosca, alla valsesiana o all’inglese è la tecnica che non ha stagione purché il pescatore presti attenzione alle schiuse degli insetti, da quelli minuti a quelli più vistosi, e ad essi si ispiri per scegliere quale mosca posare sull’acqua. Certamente i mesi estivi e autunnali sono i più indicati per questo tipo di pesca. Lungo il fiume sono individuate tre riserve turistiche gestite dalla Società Valsesiana Pescatori Sportivi.

Non mancano palestre di arrampicata su roccia naturale, sentieri e percorsi per escursioni per famiglie e per i più esperti, possibilità di passeggiate a cavallo e con le e-bike.

Bar, negozi, pasticcerie, ristoranti, B&b, agriturismi e alberghi sia a Scopello che a Mera offrono agli ospiti specialità legate al territorio e a km. 0, dai formaggi ai salumi, dal pane ai dolci, sempre accompagnate dai pregiati vini dell’alto Piemonte, dai DOCG di Gattinara e Ghemme alle etichette DOC di Fara, Sizzano e delle colline novaresi.

 

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