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Tappa

14

Sabato 17
Ottobre 2020

34.1 km

Conegliano -

Valdobbiadene

(Prosecco Superiore Wine Stage TISSOT ITT)
Tappa 14

Conegliano - Valdobbiadene (Prosecco Superiore Wine Stage) TISSOT ITT

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Percorso
Tappa a cronometro molto impegnativa sullo sfondo dei vigneti del Prosecco. La tappa lunga 34.1 km impegnativi, con un GPM dopo soli 7 km circa con pendenze fino al 19% (Muro di Ca’ del Poggio). La parte successiva e tutto un continuo di saliscendi e serpeggiamenti tra le colline su strade mediamente ristrette dal fondo in ottimo stato.
Ultimi km
Ultimi 3 km in discesa fino ai 400 m dall’arrivo. Ai 750 m curva impegnativa a sinistra seguita ai 500 (ancora in discesa) da una curva a destra che con la successiva ai 400 m immette nel rettilineo finale di 300 m al 5.5%, su asfalto di larghezza 6 m.

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info turistiche

Città di:

partenza
arrivo

Conegliano

Panoramica

Conegliano, città murata sorta intorno al suo castello medievale, mostra ancora i suoi splendori rinascimentali impressi nei suoi signorili palazzi e le loro facciate dipinte. Si trova nelle colline del Conegliano Valdobbiadene, itinerario ideale per il turista alla ricerca di vini e prodotti d’eccellenza che allo stesso tempo desidera scoprire borghi storici e bellezze naturalistiche ed è patria del pittore Cima da Conegliano (1459-1518), uno dei maestri del Rinascimento.

Gastronomia

Prodotto gastronomico di lunga tradizione, lo spiedo d’alta Marca è un piatto della tradizione gastronomica del territorio. Trova la sua patria d’elezione nel comune di Pieve di Soligo, che ogni anni organizza una serie di eventi per celebrarlo. Nel 2010 è stato riconosciuto come “Prodotto tradizionale certificato”. Un tipico spuntino della zona invece è il tagliere di salumi affettati e pane bianco fatto in casa accompagnato da un calice di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore . In particolare, segnaliamo l’Ossocollo, salume preparato con la carne del collo del maiale e la Sopressa Trevigiana, un salume a pasta morbida e dolce. I formaggi, invecchiati e freschi, fanno parte da sempre della convivialità trevigiana: accompagnati semplicemente al pane o alla polenta o serviti su un tagliere insieme a un bicchiere di vino. Le tipologie più particolari sono il Morlacco del Grappa, il “Formajo Imbriago” affinato nelle vinacce e in genere i formaggi di malga, in particolare quelli del Monte Cesen. La Casatella Trevigiana Dop è formaggio fresco di vecchia tradizione contadina, nel passato preparata dalle massaie col poco latte a disposizione. Il nome deriva dal latino “caseus”, quindi piccola toma di formaggio fresco. Ha un profumo lieve, di latteo e fresco, e un sapore dolce, caratteristico da latte, con venature lievemente acidule. Le zone collinari e quelle pedemontane sono ricche di ambienti in cui i funghi hanno sempre avuto notevole diffusione. In particolare i “brisot” (i porcini) proposti in insalata oppure cotti, ridotti in salsa, trifolati, in umido o fritti. Molto apprezzati anche i “ciodet” tradizionalmente cotti al tegame accompagnati con la polenta, oppure utilizzati nei sughi per condire le paste, nelle zuppe, nei risotti.

IL PROSECCO SUPERIORE DOCG

La storia del Prosecco Superiore DOCG inizia sulle colline di Conegliano Valdobbiadene: un territorio piccolo e prezioso situato a 50 chilometri a nord di Venezia e a 100 a sud dalle Dolomiti. Qui la produzione del vino risale a tempi antichi e nel corso dei secoli l’incessante opera dell’uomo ha plasmato il paesaggio creando uno scenario unico, caratterizzato dai vigneti che letteralmente ne ricamano le colline. Il successo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore muove i primi passi nel 1876, anno di fondazione della Prima Scuola Enologica Italiana a Conegliano e nel 1923 dall’Istituto Sperimentale per la Viticoltura. Grazie a questi centri di studio e ricerca i viticoltori imparano a impiantare i vigneti di alta collina, in particolare nei comuni intorno a Valdobbiadene, dove la coltivazione della vite è definita eroica, perché realmente ardua a causa delle pendenze che possono arrivare al 70% e che costringono a un’agricoltura quasi esclusivamente manuale. Infatti per coltivare queste vigne occorrono fino a 800 ore di lavoro per ettaro contro le 150 in pianura. Intanto in cantina si perfeziona la spumantizzazione, con metodo italiano, che prevede la rifermentazione in autoclave, i grandi recipienti a tenuta di pressione. Grazie agli studi della Scuola Enologica il metodo italiano o charmat è stato perfezionato fino a definire un metodo specifico per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Per tutto il Novecento vanno delineandosi le caratteristiche e i ruoli dei due centri che abbracciano la zona, Conegliano, capitale “culturale” grazie alla presenza della Scuola Enologica e Valdobbiadene, capitale “produttiva” grazie alle numerose aziende che popolano il territorio. Nel 1962 un gruppo di 11 produttori dà vita al Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene proponendo un disciplinare di produzione per proteggere la qualità e l’immagine del proprio vino. Nel 1969 il Consorzio ottiene per il Prosecco Superiore la Denominazione di Origine Controllata e nel 2009 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento qualitativo per i vini italiani. I produttori hanno deciso di valorizzare già nel nome il territorio, anteponendo al nome di Prosecco quello delle cittadine simbolo dell’area: “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”. La storia della Denominazione prosegue, incalzata dal successo sui mercati nazionali e internazionali, e non abbandona mai la cura per l’ambiente; Conegliano Valdobbiadene è la più estesa zona in Europa che ha vietato l’uso del glifosato, la sostanza chimica più discussa degli ultimi anni, che continua ad essere utilizzata in moltissime aree agricole italiane ed europee. Si tratta del risultato di un lungo e preciso lavoro sinergico e di grande cooperazione tra amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione e il Consorzio di Tutela. Il risultato dell’equilibrio tra l’attenzione per la produzione e per l’ambiente è il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità Unesco dell’intero territorio.

Punti d'interesse

Nel centro storico merita una visita il Duomo, che conserva una delle opere più famose dell’artista, la “Madonna in trono col Bambino tra Angeli e Santi”. Della facciata del Duomo si intravede solo una croce che spunta dal tetto perché coperta dall’edificio della Scuola dei Battuti, che è a tutti gli effetti parte integrante del complesso ecclesiastico, e insieme costituiscono un centro artistico che conserva opere pittoriche tra le più rilevanti dell’intero coneglianese.

Valdobbiadene (Prosecco Superiore Wine Stage)

Panoramica

Valdobbiadene è un’importante cittadina della zona delle colline del Conegliano Valdobbiadene, itinerario ideale per il turista alla ricerca di vini e prodotti d’eccellenza ma anche di borghi storici e bellezze naturalistiche, di antiche origini, ricca di interessanti architetture religiose e ville venete.

Gastronomia

Prodotto gastronomico di lunga tradizione, lo spiedo d’alta Marca è un piatto della tradizione gastronomica del territorio. Trova la sua patria d’elezione nel comune di Pieve di Soligo, che ogni anni organizza una serie di eventi per celebrarlo. Nel 2010 è stato riconosciuto come “Prodotto tradizionale certificato”.
Un tipico spuntino della zona invece è il tagliere di salumi affettati e pane bianco fatto in casa accompagnato da un calice di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore . In particolare, segnaliamo l’Ossocollo, salume preparato con la carne del collo del maiale e la Sopressa Trevigiana, un salume a pasta morbida e dolce.
I formaggi, invecchiati e freschi, fanno parte da sempre della convivialità trevigiana: accompagnati semplicemente al pane o alla polenta o serviti su un tagliere insieme a un bicchiere di vino. Le tipologie più particolari sono il Morlacco del Grappa, il “Formajo Imbriago” affinato nelle vinacce e in genere i formaggi di malga, in particolare quelli del Monte Cesen. La Casatella Trevigiana Dop è formaggio fresco di vecchia tradizione contadina, nel passato preparata dalle massaie col poco latte a disposizione. Il nome deriva dal latino “caseus”, quindi piccola toma di formaggio fresco. Ha un profumo lieve, di latteo e fresco, e un sapore dolce, caratteristico da latte, con venature lievemente acidule.
Le zone collinari e quelle pedemontane sono ricche di ambienti in cui i funghi hanno sempre avuto notevole diffusione. In particolare i “brisot” (i porcini) proposti in insalata oppure cotti, ridotti in salsa, trifolati, in umido o fritti. Molto apprezzati anche i “ciodet” tradizionalmente cotti al tegame accompagnati con la polenta, oppure utilizzati nei sughi per condire le paste, nelle zuppe, nei risotti.
I marroni di Combai, frutta tipicamente autunnale, parente stretta della castagna, hanno la forma di un cuore, la buccia striata di colore marrone chiaro e la polpa dolce, sono generalmente consumati arrostiti ma possono anche essere cotti al forno o lessati. Trovano largo impiego in pasticceria, per la preparazione di dolci e confetture.

IL PROSECCO SUPERIORE DOCG

La storia del Prosecco Superiore DOCG inizia sulle colline di Conegliano Valdobbiadene: un territorio piccolo e prezioso situato a 50 chilometri a nord di Venezia e a 100 a sud dalle Dolomiti. Qui la produzione del vino risale a tempi antichi e nel corso dei secoli l’incessante opera dell’uomo ha plasmato il paesaggio creando uno scenario unico, caratterizzato dai vigneti che letteralmente ne ricamano le colline. Il successo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore muove i primi passi nel 1876, anno di fondazione della Prima Scuola Enologica Italiana a Conegliano e nel 1923 dall’Istituto Sperimentale per la Viticoltura. Grazie a questi centri di studio e ricerca i viticoltori imparano a impiantare i vigneti di alta collina, in particolare nei comuni intorno a Valdobbiadene, dove la coltivazione della vite è definita eroica, perché realmente ardua a causa delle pendenze che possono arrivare al 70% e che costringono a un’agricoltura quasi esclusivamente manuale.
Infatti per coltivare queste vigne occorrono fino a 800 ore di lavoro per ettaro contro le 150 in pianura. Intanto in cantina si perfeziona la spumantizzazione, con metodo italiano, che prevede la rifermentazione in autoclave, i grandi recipienti a tenuta di pressione. Grazie agli studi della Scuola Enologica il metodo italiano o charmat è stato perfezionato fino a definire un metodo specifico per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Per tutto il Novecento vanno delineandosi le caratteristiche e i ruoli dei due centri che abbracciano la zona, Conegliano, capitale “culturale” grazie alla presenza della Scuola Enologica e Valdobbiadene, capitale “produttiva” grazie alle numerose aziende che popolano il territorio. Nel 1962 un gruppo di 11 produttori dà vita al Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene proponendo un disciplinare di produzione per proteggere la qualità e l’immagine del proprio vino. Nel 1969 il Consorzio ottiene per il Prosecco Superiore la Denominazione di Origine Controllata e nel 2009 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento qualitativo per i vini italiani. I produttori hanno deciso di valorizzare già nel nome il territorio, anteponendo al nome di Prosecco quello delle cittadine simbolo dell’area: “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”. La storia della Denominazione prosegue, incalzata dal successo sui mercati nazionali e internazionali, e non abbandona mai la cura per l’ambiente; Conegliano Valdobbiadene è la più estesa zona in Europa che ha vietato l’uso del glifosato, la sostanza chimica più discussa degli ultimi anni, che continua ad essere utilizzata in moltissime aree agricole italiane ed europee. Si tratta del risultato di un lungo e preciso lavoro sinergico e di grande cooperazione tra amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione e il Consorzio di Tutela. Il risultato dell’equilibrio tra l’attenzione per la produzione e per l’ambiente è il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità Unesco dell’intero territorio.

PUNTI D'INTERESSE

La chiesa parrocchiale di Guia, attribuita al Canova;
La chiesa quattrocentesca di San Gregorio;
Villa dei Cedri, un antico opificio ottocentesco;
Proseguendo si arriva nella zona clou del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: l’area del Cartizze, 108 ettari di vigneto, che dà il nome al celebre spumante, prodotto tra le colline più scoscese di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, dove ha sede anche la Confraternita di Valdobbiadene.
Nei pressi del comune di Valdobbiadene si sviluppano altri centri che meritano una visita.

Nel comune di Vidor degna di nota è l’Abbazia di inizio XII secolo, distrutta durante la seconda guerra mondiale, e in parte restaurata. Sul sito dove sorgeva il castello, si svolge ogni anno a settembre il “Palio di Vidor”, manifestazione che ricorda i numerosi assalti subiti dalla fortezza.
A Farra di Soligo la vista della Chiesa di San Virgilio, circondata dai vigneti, sull’alto di Col San Martino, permette di godere della bellezza di tutto il paesaggio circostante. Costruita intorno al 1100, si presenta con due grandi orologi esterni e un robusto campanile romanico. L’unica navata interna è abbellita da una serie di capriate in legno e affreschi del XV secolo.
Da Valdobbiadene si può partire per addentrarsi in uno dei territori più suggestivi della zona: le colline più settentrionali della denominazione, dove i vigneti, coltivati su pendenze impervie, disegnano uno scenario particolarmente suggestivo. Il percorso raggiunge i comuni di Miane e Campea dove ci si sentirà immergersi in uno dei paesaggi più incantevoli e preziosi del territorio. Infine, sempre muovendosi da Valdobbiadene, verso est si giunge a Follina, dove si può visitare l’Abbazia cistercense di Santa Maria di Follina, eretta su un precedente edificio benedettino nel XII secolo, oggi ancora sede di monaci che ne tengono viva l’attività.

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