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Van der Hoorn – come chiudere un finale aperto

10/05/2021

"All'inizio volevo solo essere l'ultimo ad arrendermi. Alla fine, semplicemente, ci ho creduto."

Il “finale aperto”, in letteratura come la cinema, è quel finale che non esaurisce tutte le linee narrative del racconto, lasciando al lettore, o allo spettatore, il compito di decifrarlo o immaginarlo.

Nel ciclismo – lo sport più narrativo del mondo – il finale aperto non è dato: vada come vada, alla fine vince sempre qualcuno, fosse anche solo di mezzo millimetro.

La tappa di oggi però, pur non mettendo in dubbio la garanzia di un vincitore, suggeriva a tal punto una molteplicità di differenti intrecci e conclusioni che molti ne hanno parlato come la versione ciclistica del finale aperto.

I velocisti avrebbero resistito ai 3 Gpm  per giocarsi la vittoria allo sprint?

Gli uomini di classifica si sarebbero mossi in prima persona?

Peter Sagan, il grande favorito, sarebbe riuscito a staccare gli altri sprinter e aggiudicarsi la sua seconda tappa al Giro?

La fuga, che sicuramente sarebbe partita, avrebbe avuto delle possibilità?

Tra tutte le ipotesi, quest’ultima sembrava la meno probabile.

190 km da Biella a Canale, prima metà pianeggiante, seconda metà mossa e complicata con un Gpm di 3^ categoria, due Gpm di 4^ e il duro strappo di Guarene ai 15 km dal traguardo.

Scappano quasi subito in 7, che poco dopo diventano 8: Alexis Gougeard (AG2R Citroën), Simon Pellaud e Andrii Ponomar (Androni-Sidermec), Samuele Zoccarato (Bardiani-CSF-Faizanè), Vincenzo Albanese e Samuele Rivi (EOLO-Kometa), Lars Van den Berg (Groupama-FDJ), Taco Van der Hoorn (Intermarché-Wanty-Gobert).

Il gruppo lascia fino a 6 minuti e mezzo, i fuggitivi si giocano il primo Gpm con una certa libertà: lo conquista la Maglia Azzurra Albanese con l’aiuto del compagno di squadra Rivi, rafforzando così la sua leadership nella classifica degli scalatori.

Dietro di loro il gruppo è tirato dalla Bora-Hansgrohe di Peter Sagan, che è sempre nelle prime 4-5 posizioni, pronto, rapace.

Lungo la salita del secondo Gpm la Bora alza ancora il ritmo, e ne fanno le spese velocisti puri come Groenewegen, Merlier e Ewan.

Il piano di Sagan per chiudere in suo favore questo finale aperto sembra funzionare.

Davanti nel frattempo Albanese si aggiudica anche questo Gpm e la certezza di indossare la Maglia Azzurra anche domani.

Mancano 40 km al traguardo e il vantaggio della fuga, dalla quale si sono staccati Ponomar e Rivi, è crollato a 1’50”.

Lungo il terzo e ultimo Gpm il ritmo della Bora fa un’altra vittima: Giacomo Nizzolo, secondo ieri a Novara.

Sagan fatica, ma gongola.

A 30 km dall’arrivo di Canale i fuggitivi hanno 1’20” di vantaggio, 1′ quando di km ne mancano 20.

La fatica si fa sentire e lungo lo strappo di Guarene la fuga si sgretola.

Restano in 5, poi in 3, poi in 2: Van der Hoorn e Pellaud.

 

Dal gruppo escono Ciccone e Gallopin, guadagnano una ventina di secondi sul gruppo dei migliori e si lanciano a caccia dei fuggitivi superstiti.

Da qui in avanti sarà tutto un su e giù fino alla fine, indecifrabile e camaleontico, come prescrive il copione di ogni finale aperto.

Quando mancano poco più di 8 km Van der Hoorn attacca Pellaud in un tratto in falsopiano, lo svizzero accenna una risposta ma poi alza bandiera bianca.

Manca solo lo strappo di Occhetti, 300 metri con punte al 15%: Van der Hoorn lo affronta con la bocca spalancata, trasfigurato, come avesse stampato sul viso un grido congelato.

Ha ancora 45”di vantaggio sul gruppo quando mancano 5 km al traguardo.

40” quando di km ne mancano 4.

20” quando ne mancano 2.

Dietro Ciccone e Gallopin sono stati riassorbiti, la Bora di Sagan si è frantumata nello sforzo di staccare i velocisti, arrivano a tirare gli uomini delle UAE per Gaviria e quelli della Cofidis per Viviani. Sagan inizia a pensare che potrebbe non essere lui, oggi, a chiudere questo finale.

Van der Hoorn conserva 15” quando manca un km e mezzo all’arrivo.

Ancora 13” all’ultimo km.

E quando arriva all’ultima curva si gira, vede il gruppo lì dietro, compatto ma lontano, si mette una mano incredula sul casco e capisce che oggi a vincere è stato lui.

La volata per il secondo posto la vince Cimolai, terzo Sagan, quarto Viviani.

Nell’intervista del dopo gara gliel’hanno chiesto, a Taco van der Hoorn, come avesse fatto.

Come avesse fatto a chiudere in un modo tanto inatteso questo finale aperto.

 

Lui ha risposto:

“All’inizio volevo solo essere l’ultimo ad arrendermi. Alla fine, semplicemente, ci ho creduto.”

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