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Tirreno-Adriatico, Tappa 5: la profezia di Sassotetto

11/09/2020

Oggi partenza da Norcia e arrivo in salita – il primo di questa Tirreno Adriatico – ai 1335 metri di Sassotetto.

Oggi la tappa circumnaviga il Parco nazionale dei Monti Sibillini, tra Umbria e Marche.

Montagne che dividono, montagne che uniscono, montagne al solito cariche di miti e storie – ma forse qui anche più che altrove.

I Monti Sibillini devono il loro nome alla Sibilla Picena, o Sibilla di Norcia, un’incantatrice che leggenda vuole abitasse in una grotta sulla vetta del monte Sibilla, non lontano da Sassotetto.

La sua grotta pare fosse l’entrata di un regno paradisiaco, dove non esistevano l’inverno e la fame, la vecchiaia e il dolore, e nei secoli molti si sono spinti fin lassù ammaliati dalla voce della Maga – di solito per non fare più ritorno.

Fece ritorno invece Antoine de La Sale, che nel 1420 si avventurò in quei luoghi incaricato dalla duchessa Agnese di Borgogna di scoprirne di più sulla leggenda.

Salì alla grotta, raccolse testimonianze dirette dalla gente locale, parlò con osti, preti e cavalieri, e alla fine redasse un manoscritto dal titolo “Il Paradiso della Regina Sibilla”.

De La Sale confessa di essere arrivato solo all’entrata della grotta:

“Non saprei che altro dire delle cose e meraviglie che vi sono. Io, infatti, non andai più avanti, nè il mio scopo principale era di occuparmene. D’altronde, se anche avessi voluto, non sarebbe stato possibile senza mio grave pericolo.”

Forse anche per questo, alla fine conservò intatto il suo scetticismo riguardo alla leggenda.

Nel suo libro raccontò anche la storia legata al Lago della Sibilla, oggi meglio noto come Lago di Pilato, altro luogo magico e misterioso.

La tradizione vuole che l’imperatore Tiberio, dopo aver fatto uccidere Ponzio Pilato, ne rinchiuse il corpo in un sacco che affidò ad un carro di bufali lasciati liberi di vagare senza meta.

Gli animali da Roma giunsero fino ai Monti Sibillini e qui fecero cadere il corpo di Pilato nel lago, dove riposa ancora oggi.

Oggi i corridori attraverseranno per 202 chilometri queste strade, che da Norcia all’arrivo sono tutte popolate di favole e incantesimi.

Poi saliranno in cerca di fortuna verso la dimora della Maga, come i cavalieri medievali raccontati nel manoscritto.

Cosa sussurrerà la Sibilla al vincitore di Sassotetto, oggi pomeriggio, non ci è dato sapere.

Quello che sappiamo è quello che vide Antoine de La Sale, arrivato lassù:

“Quando ci si è saliti, si vede bene il mare di Roma verso il mezzogiorno, e, dal lato della tramontana, il golfo di Venezia.”

Due mari in un luogo solo, praticamente una profezia.

Segui la tappa in diretta su tirrenoadriatico.it/it/live/

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