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Tappa 14 – Il paesaggio e il sogno

17/10/2020

La cronometro di oggi si corre nei luoghi del Prosecco, diventati nel luglio del 2019 Patrimonio Unesco.

Si legge nel Sito Ufficiale: “il Comitato ha evidenziato come la protezione del paesaggio rurale sia garantita in particolare dalle regole di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, che promuove il mantenimento dei vigneti, dei ciglioni e delle altre caratteristiche fondamentali per la conservazione delle tradizioni locali e la tutela della biodiversità e degli ecosistemi associati.”

I “ciglioni” sono piccoli vigneti in terrazzamenti, utilizzati fin dal 1600, che rendono queste colline quelle che sono: allo stesso tempo antropizzate e naturali, lavorate e selvagge.

Oltre che del Prosecco, questi sono i luoghi di Andrea Zanzotto, nato a Pieve di Soligo (km 17 della tappa) 99 anni fa, e morto a Conegliano (km  0) nel 2011.

E’ stato uno dei poeti italiani più importanti del secondo ‘900, e lungo il tracciato di oggi ha sempre vissuto, di queste colline ha sempre scritto, questo paesaggio lo ha sempre amato.

Fu tra i primi a parlare di ambientalismo e a denunciare i pericoli nascosti dietro la corsa cieca allo sviluppo che rischiava di distruggere il suo territorio, che poi era quello di tutti: “in questo progresso scorsoio/ non so se vengo ingoiato/ o se ingoio.”

Questa cronometro è lunga 34 km e 100 metri tutti molto impegnativi, col muro di Ca’del Poggio (1.1 km al 12.3% di media) poco dopo la partenza di Conegliano, e poi ancora un tratto vallonato prima dell’arrivo di Valdobbiadene. 

Non una crono da specialisti puri quindi, dove anche gli scalatori avranno modo difendersi. In ogni caso, tanto bella quanto incerta.

Difficilmente poteva non essere così, dal momento che si corre tra queste colline, sopra questa terra dove l’uomo è riuscito nel difficile esercizio di convivere con l’ambiente naturale senza distruggerlo, ma anzi ha fatto della sua tutela una ricchezza.

Che a ben pensarci è un po’ quello che cerca di fare la bicicletta, ogni giorno. Come diceva Zanzotto:

rilanciare negli spazi disincantati del moderno il sogno di un luogo che non è ancora, ma è sempre potenzialmente in atto

 

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