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Jai e Tao – Il piano 0

24/10/2020

Jay Hindley e Tao Geoghegan Hart hanno passato tutto il Giro d’Italia a cercare di staccarsi a vicenda, 20 giorni di cronometro, scatti in salita e attacchi in discesa, 3482 km provando a scappare il più possibile lontano uno dall’altro, solo per arrivare domani, all’ultima tappa con lo stesso, esatto, identico tempo.

Come in quelle storie in cui il protagonista scappa per tutta la vita e si rifugia in capo al mondo solo per poi incontrare lì il proprio destino.

Prima di oggi i due erano divisi da tre secondi, che era già molto poco, ma non abbastanza per rendere davvero perfetto il duello finale.

Fino a stamattina davanti a loro c’era ancora Wilco Kelderman, in maglia Rosa per il secondo giorno. 

Anche lui rovinava la perfezione della sfida, e a questo c’ha pensato la Ineos-Grenadier, la squadra di Geoghegan Hart.

Si è messa davanti fin dalla prima salita al Sestriere. 

Appena iniziata la seconda salita in testa ci è andato Rohan Dennis, e la maglia Rosa ha ceduto. Mancavano ancora trenta chilometri all’arrivo.

A quel punto i due potevano giocarsi tappa e maglia. 

Ma perché arrivassero all’esattezza del distacco zero dovevano ancora verificarsi alcune particolari condizioni.

Hindley doveva scattare al traguardo volante di Sauze di Cesana e vincere i tre secondi di abbuono, mentre Geoghegan Hart doveva arrivare secondo.

Fatto.

In quel momento in classifica generale Hindley è primo a quattro secondi dall’inglese.

Perché il “piano 0” abbia successo devono ora arrivare in volata, con Geoghegan Hart che prenda i dieci secondi di abbuono davanti all’australiano che ne guadagnerebbe sei, riportando il risultato in perfetta parità.

Hindley ai meno due chilometri rischia di rovinare tutto con quattro scatti feroci che però Geoghegan Hart rintuzza ogni volta, e arrivano così, come da programma, allo sprint finale.

Vince l’inglese, secondo l’australiano, “piano 0” perfettamente eseguito.

Hindley prende la maglia Rosa giusto per questione di centesimi, ma la sostanza resta quella: stesso tempo.

Non era mai successo nella storia dei Grandi Giri che i primi due arrivassero a giocarsi l’ultima tappa perfettamente appaiati.

È successo in questo Giro strano, corso per la prima volta nella storia in autunno e fin dall’inizio pieno di sorprese e colpi di scena.

Un Giro d’Italia particolare, inedito, che si deciderà solo domani nella cronometro di Milano, per questione di secondi. 

Un Giro d’Italia bellissimo.

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