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Grotte di Frasassi – Ascoli Piceno (San Giacomo) i giovani Giganti

13/05/2021

Oggi, nella tappa che partiva dalle Grotte di Frasassi fino ai 1090 metri di Colle San Giacomo (Ascoli Piceno), lo stillicidio di pioggia e vento ha fatto emergere altri giganti, ma molto più giovani

Le colossali sculture calcaree racchiuse nelle Grotte di Frasassi, i “Giganti”, il “Cammello”,  la “Spada di Damocle” (la stalattite più grossa, 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro), l'”Obelisco” (una stalagmite alta 15 metri) , le “Canne d’organo”, sono state formate dal lavorìo dell’acqua e della roccia grazie a uno stillicidio che dura da millenni.

Oggi, nella tappa che partiva dalle Grotte di Frasassi fino ai 1090 metri di Colle San Giacomo (Ascoli Piceno), lo stillicidio di pioggia e vento ha fatto emergere altri giganti, ma molto, molto più giovani.

Ha vinto Gino Mäder, classe 1997; la Maglia Rosa l’ha presa Attila Valter, del 1998, che ora guida la classifica davanti a Remco Evenepoel e Egan Bernal, nati rispettivamente nel 2000 e nel 1997.

La frazione di oggi era molto attesa: solo 160 km ma con 3 Gpm, uno di 3^ e due di 2^, tra cui l’arrivo in salita.

Grande bagarre fin dall’inizio con molti scatti lungo la salita che porta a Fabriano, si avvantaggiano in 26 ma il gruppo non lascia fare: troppi e troppo pericolosi.

Gli scatti però continuano e dopo 23 km evadono in 6: Gino Mäder e Matej Mohoric (Bahrain-Victorious), Simon Guglielmi (Groupama-FDJ), Dario Cataldo (Movistar), Jimmy Janssens (Alpecin-Fenix) e Simone Ravanelli (Androni-Sidermec).

Cercano di raggiungerli anche Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e Geoffrey Bouchard (AG2R Citroën), che ce la faranno solo dopo un inseguimento durato una trentina di km, e così gli 8 di testa arrivano a guadagnare fino a 5’30’’ sul gruppo Maglia Rosa.

La musica cambia appena dopo lo scollinamento sul primo Gpm, quello di Forca di Gualdo.

Piove a dirotto e tira vento laterale, la Ineos si mette compatta a tirare e il il plotone si frantuma.

Restano dietro molti corridori, tra cui la Maglia Rosa De Marchi.

La Ineos, vedendo di aver fatto cosa buona e giusta, insiste nel falsopiano verso il 2° Gpm, trascinata da un Filippo Ganna anche lui in versione colossale, e gli inseguitori continuano a perdere.

Prima 30’’, poi 1’, che allo scollinamento di Forca di Presta diventa 1’30’’, e per tutto il resto della tappa continuerà a salire.

Mancano 60 km all’arrivo, da qui in avanti solo una lunghissima discesa prima degli ultimi 15 km tutti in salita.

 

All’ultimo km Mäder ha solo 30’’ di margine quando Bernal riparte

Dopo il ritiro del capitano Landa la Bahrain-Victorious ha avuto subito la forza di riorganizzarsi e oggi prova a vincere la tappa con Mäder, grazie anche allo splendido lavoro di Mohoric: lo svoleno allunga in discesa portandosi dietro il compagno, al quale si accoda anche Cataldo e Mollema.

Dietro la Ineos continua a fare il ritmo, sostenuto ma prudente, così a 45 km dal traguardo scattano in tre: Bettiol, Ciccone e Bardet, che guadagnano una quarantina di secondi sui migliori, ma non andranno oltre.

Grazie alle trenate di Ganna vengono ripresi nei pressi di Ascoli Piceno, all’imbocco della salita.

A questo punto i quattro fuggitivi possono contare ancora su 2’40’’ di vantaggio, mentre il gruppo De Marchi transita ad Ascoli con 10’ di ritardo.

Ganna prende in testa le prime rampe di Colle San Giacomo, mentre davanti Mohoric dice basta, e si stacca dopo aver tirato per moltissimi chilometri.

Viene ripreso dal gruppo nel momento esatto in cui si lascia sfilare anche Ganna, in un’immagine che accomuna e unisce i due migliori gregari di oggi.

A 10 km dalla fine Mäder, Mollema e Cataldo hanno ancora 2’ di margine, ma dietro di inizia a fare sul serio quando in testa arriva la Deceuninck-Quick Step di Evenepoel.

Prima con Masnada e poi con Almeida forzano, il gruppo si assottiglia ma i migliori restano lì, eccezion fatta per Bennet, l’uomo di classifica della Jumbo-Visma, che si stacca, si riaccoda per poi staccarsi definitivamente.

Quando all’arrivo mancano 3 km e mezzo Mäder prova ad andarsene da solo e ci riesce, avendo da gestire circa 1’ sui migliori, vantaggio che mantiene anche quando di km al traguardo ne restano 1 e mezzo.

E’ stremato, ma sente di potercela fare.

A questo punto però dietro scoppia un incendio in mezzo al temporale: scatto secco di Bernal che si porta dietro Ciccone e Evenepoel.

A poca distanza seguono Vlasov, Caruso e Martin. Più dietro gli altri.

All’ultimo km Mäder ha solo 30’’ di margine quando Bernal riparte, ancora seguito benissimo da Ciccone, Evenepoel e Martin, un po’ in difficoltà invece Caruso e Vlasov.

I 4 continuano e incrementano il vantaggio, Bernal cerca collaborazione per la vittoria di tappa, ma a quel punto ormai Gino Mäder è troppo lontano per tutti.

Arriva solitario e stanchissimo al traguardo, coronando così la sua più importante vittoria da professionista.

 

2° Bernal, 3° Martin, 4° Evenepoel tutti a 12’’, 5° Ciccone a 14’’.

Poi Caruso e Martinez Poveda a 25’’, Soler a 27’’, quindi a 29’’ un gruppetto con Carthy, Yates, Vlasov e Valter, che stamattina indossava la Maglia Bianca e grazie a questo piazzamento indossa la Maglia Rosa.

 

Dunque, questi i primi 3 della Classifica Generale.

1° Attila Valter, classe 1998.

2° a 11’’ Remco Evenepoel, classe 2000.

3° a 16’’ Egan Bernal, classe 1997.

 

Oggi si partiva dalle Grotte di Frasassi, dove il lavorìo dell’acqua e della roccia nei millenni ha creato meravigliosi colossi di calcare.

L’arrivo di San Giacomo ha invece consacrato altri giganti, che fanno della gioventù la loro forza.

 

 

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