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Giro d’Italia 2021, Tappa 5: Modena – Cattolica. Il primo Coppino

11/05/2021

La tappa del 31 maggio 1958 fu la seconda volta del Giro d'Italia a Cattolica.

La prima era stata solo l’anno precedente, per celebrare la nuova popolarità della Regina dell’Adriatico, città di fiere origini marinare divenuta simbolo balneare del ritrovato benessere del dopoguerra italiano. Quello del ’58 fu un quindi un ritorno, ma fu la prima volta per Guido Carlesi. Ventidue anni, pisano di Collesalvetti, maglia della Chlorodont di Magni e Belloni; tutti dicevano avesse la stessa faccia, magra e adunca, di Coppi, che correva ancora ma così piano che i tifosi ne cercavano già spasmodicamente l’erede. Fu così che il giovane Carlesi diventò il Coppino.

Tredicesima tappa del Giro ’58, S.Benedetto del Tronto – Cattolica. In maglia rosa dal giorno prima c’è Tino Coletto. L’ha indossata al termine di una lunga e ben nutrita fuga a cui il gruppo degli uomini di classifica ha lasciato prendere il largo. Il giorno seguente, risalendo l’Adriatico, nessuno ha una gran voglia di muovere la corsa. Andatura languida, quasi da passeggiata salutare. Le polveri prendono fuoco solo nel finale lungo la Panoramica, la strada che corre alta sulla costa e nervosa di curve e saliscendi da Pesaro. Dal gruppo esce a sparo proprio lui, il Coppino. Al primo passaggio da Cattolica Carlesi ha 35” di vantaggio che vanno via via ad aumentare. A Castel di Mezzo prende male una curva in discesa e cade, ma rimonta in sella come un gatto, la maglia stracciata e il braccio sinistro sanguinante. Dietro arremba il gruppo, ma sul traguardo finale il Coppino conserva 12” e vince la sua prima tappa al Giro.

 

Il Coppino e il Campionissimo

Una settimana prima Carlesi, all’arrivo della Chiavari – Forte dei Marmi, aveva fatto già parlare di sé. In fuga insieme all’amico Guido Boni, toscano come lui, l’anno prima compagno di squadra e compagno di battute alla beccaccia, l’ingenuo Coppino si fece fregare sul traguardo. L’altro Guido, così diceva, era sfinito e lo aveva implorato di non staccarlo. Che stesse dunque tranquillo, la vittoria era sua. Di fare la volata, neanche a parlarne. Ai meno 500 metri, quando Carlesi vide Boni stringersi i cinghietti, cominciò ad avere qualche sospetto. Sospetti che svanirono ai 100 metri quando si vide sorpassare dall’amico traditore a velocità doppia. Tagliato il traguardo, fecero fatica a tenere separati i due, che non si parlarono per anni.

A dispetto del soprannome appiccicatogli addosso suo malgrado, la carriera di Carlesi non è stata neppure lontanamente simile a quella del Campionissimo. Ma il Coppino si è tolto lo stesso le sue soddisfazioni. Dopo quella di Cattolica, di tappe al Giro ne ha vinte altre sei, e per cinque anni di fila ha chiuso la Corsa Rosa tra i primi dieci. La sua stagione d’oro è stata però il 1961 quando al Tour, oltre alle vittorie di tappa ad Antibes e a Tolosa, Parigi arrivò al secondo posto, dietro a Jacques Anquetil. Guido Carlesi oggi ha 94 e ha da tempo perdonato il suo amico Guido Boni. 

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