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Filippo Ganna, il terroir giusto

17/10/2020

In enologia, il “terroir” è il rapporto che lega un vitigno al microclima e alle caratteristiche minerali del suolo in cui è coltivato. Ma ha che fare anche con altri fattori, ad esempio la disposizione delle viti rispetto al sole, la tradizione e la tecnica con cui è prodotto.

Il terroir, quindi, è tutto ciò che rende ogni gran vino quello che è.

Oggi si correva sulle colline del Prosecco DOCG, in un percorso di 34 chilometri selettivo e spumeggiante come il vino che si produce qui. 

Il grande favorito era Filippo Ganna, fresco campione del Mondo nella specialità, e già vincitore della cronometro inaugurale del Giro.

Poco prima di lui era partito il suo compagno di squadra Rohan Dennis che al primo intertempo, in cima al Muro di Ca’ del Poggio, aveva fatto segnare un gran tempo.

Lungo la salita Ganna recupera due corridori partiti prima di lui, scollina migliorando di 1’’ l’intertempo di Dennis e poi s’invola verso Valdobbiadene. 

La seconda parte di gara è più favorevole agli specialisti puri come lui, più piatta e più rettilinea, infatti il campione del mondo ai successivi due controlli cronometrici dilata il proprio vantaggio, e arriva al traguardo con 26’’ sull’australiano, che finirà secondo nella classifica di tappa.

Che Ganna fosse nato dal terroir giusto si sapeva già, ma tre vittorie di tappa in due settimane di Giro lo proiettano tra le bottiglie da collezione.

Del terroir di Almeida invece, almeno fino a qualche settimana fa, si sapeva abbastanza poco. 

Lo conoscevano già gli addetti ai lavori, si sapeva fosse un giovane di prospettiva, ma così nessuno se l’aspettava.

Oggi altra prova maiuscola della Maglia Rosa, che già aveva fatto secondo a Palermo. Guadagna su tutti gli uomini di classifica: 16″ su Kelderman, 1’22” su Bilbao, 1’23” su Nibali e 1’30” su Pozzovivo. 

Anzi, non su tutti. Perde 22’’ da Brandon McNulty, statunitense della UAE, che sale sul podio di Valdobbiadene dietro i due superspecialisti Ganna e Dennis. 

Stamattina era undicesimo in classifica generale, stasera va a letto quarto, davanti a gente come Nibali e Fuglsang.

Se è il terroir di McNulty si vede dalla prova di oggi, per lui si prospettano ottime annate.

Domani si torna a salire nella tappa friulana che termina a Piancavallo, in cima una salita di 14 km a quasi l’8% di pendenza media.

Lì si vedrà chi davvero possiede il terroir giusto per vincere il Giro d’Italia.

 

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