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Cronisti per un Giorno

06/10/2020

Il Giro d’Italia e il filo rosa che ci unisce, fra sport e passione.

Una grande emozione ha accomunato gli abitanti dei comuni del territorio compreso fra Catania e Villafranca Tirrena, partenza e arrivo della Quarta tappa della centotreesima edizione del Giro d’Italia 2020 per 140 Km dei 3.497 Km dell’intero percorso, da Monreale a Milano.
L’edizione di quest’anno patisce i vincoli della pandemia da COVID-19 ed è proprio per questa ragione che si tiene in questi giorni, dal 3 al 25 ottobre, piuttosto che nel tradizionale periodo primaverile e senza la presenza di pubblico lungo il percorso.
La giornata dedicata alla IV tappa ha visto un clima leggermente instabile fra nuvole e sole. Ciò ha agevolato lo spettacolo in un tratto piuttosto ardito che fra salite e discese, curve e rettilinei, ha portato i ciclisti fino al traguardo di Villafranca Tirrena, dove a trionfare è stato Arnaud Démare.
A fine mattinata, le vie cittadine coinvolte nella competizione ciclistica e interdette al traffico sono state attraversate dalla carovana degli atleti e dei veicoli di assistenza e, dopo la volata finale di Démare, sono state restituite alla normale viabilità ma con impressa nell’aria la sensazione di aver partecipato ad una pagina della storia sportiva del nostro Paese.
Chi ama lo sport è abituato a seguire gli atleti con grande trepidazione! E come non emozionarsi davanti a ciclisti del calibro di Peter Segan, tre volte campione del mondo, e del nostro conterraneo, il messinese Vincenzo Nibali, soprannominato lo Squalo, che si è dichiarato particolarmente orgoglioso di poter percorrere le strade siciliane. L’edizione del 2020 ha, infatti, preso avvio dalla splendida Segesta, in provincia di Trapani, dove le colonne del Tempio greco, costruito nel V secolo a.C. hanno fatto da sfondo alla presentazione della Corsa rosa, mentre 4 sono state le tappe siciliane.
Durante la sua vita ultracentenaria, il Giro d’Italia ha visto tenersi duelli mitici, basti pensare a quelli tra Bartali e Coppi o quelli tra Merckx e Gimondi, e “nascere” sul suo percorso campioni i cui nomi sono nei nostri cuori: da Bindi a Girardengo, da Moser a Saronni, al grande Marco Pantani, a Simoni e Basso ed infine al “nostro” Vincenzo Nibali.
E come non prestare attenzione all’aspetto paesaggistico legato alla competizione! Il Giro d’Italia rappresenta infatti un’opportunità per poter osservare le bellezze naturali e non del nostro territorio, comodamente seduti da casa propria o al seguito dei ciclisti. Solo uno sport come il ciclismo può offrire la promozione del territorio e pertanto sarebbe auspicabile investire molto su uno sport che fa parte della tradizione italiana e che fin dagli albori ha contribuito ad affollare le nostre strade. Quotidianamente le nostre strade sono percorse dai ciclisti dilettanti per un’attività decisamente benefica, un modo per cercare nuove avventure, conoscere luoghi diversi e cercare il contatto diretto con la natura.
Non solo marketing e sviluppo territoriale ma anche benessere fisico e mentale. Il ciclismo è uno sport di resistenza che con la sua pratica regolare consente di armonizzare lo sforzo fisico con i battiti cardiaci, di migliorare la respirazione e tonificare tutto l’apparato muscolo-scheletrico.
E tutto questo grazie alla bicicletta, oggi sempre più innovativa e tecnologica e che in un’edizione del Giro d’Italia, unica nella sua straordinarietà, assume più del solito il valore di unità nazionale, perché simboleggia e interpreta la voglia di ripartire dell’intero Paese.

Ilaria Liberti IV A BS
I.T.T. “Ettore Majorana”- Milazzo

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