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Cronisti per un Giorno

11/10/2020

Abruzzo: dal mare alla montagna si veste di rosa, una gara tutta abruzzese combattuta sotto la pioggia!

Dal mare alla montagna, l’Abruzzo, terra di transumanza, è una regione sospesa tra le vette del Parco Nazionale e del Gran Sasso e le acque cristalline dell’Adriatico. Oggi, la città sul litorale di San Salvo Marina si è vestita di rosa. Sotto una leggerissima pioggia “il primo cittadino”, Tiziana Magnacca ha dato il via ai primi secondi della nona tappa del Giro d’Italia tutta a tema Abruzzo. A separare i girini dall’arrivo ci sono ben 208 km di percorso Appenninico. Hanno dovuto, infatti, scalare Passo Lanciano, il Passo di San Leonardo e il bosco di Sant’Antonio per poi raggiungere l’altopiano sciistico dell’Aremogna.

La tappa odierna ha regalato una vista particolarmente ampia delle bellezze che la comunità abruzzese ha da offrire. L’itinerario iniziale ha permesso di godersi lo spettacolo della costa dei Trabocchi e di intravedere la Riserva naturale marina di Vasto e il magnifico giardino botanico di San Salvo. Proseguendo per le Piane d’Archi si è potuto gustare un assaggio delle possenti gole di San Martino e i resti del Monastero di San Martino in Valle, abbandonato ben due secoli fa a causa di una forte alluvione. Dopo aver macinato i primi 70 km si è giunti nel piccolo borgo medievale di Guardiagrele nonché la celebre “Terrazza d’Abruzzo” del poeta D’Annunzio. È una piccola cittadina incastonata nella roccia, ricca di botteghe d’artigianato che richiamano le origini e le tradizioni del passato. A conferire valore a questa piccola realtà sono sicuramente la Cattedrale di Santa Maria Maggiore e la Chiesa di San Francesco, come non nominare poi Porta San Giovanni. Da qui, per i ciclisti è stata tutta una faticosa salita.

Da un’attenta disamina, ad un’ora di pedalata, a circa metà del percorso, sono saltati all’occhio di tutti, i sette corridori che hanno dato via alla fuga di giornata. Dopo aver percorso 25 km da Guardiagrele, la strada ha condotto verso stupendi panorami e pascoli ancora verdi. I ciclisti si sono spostati per la città d’arte e borgo nonché: Passo Lanciano. Da qui si è aggiunto ai sette attaccanti, il danese Mikkel. Ad un quarto di percorso dalla fine, i girini hanno raggiunto, ormai col fiato al collo, il Passo San Leonardo, che accoglie il Giro d’Italia per la quinta volta. Da qui sarà una lunga discesa, un trampolino di lancio per la salita finale che condurrà i ciclisti verso il traguardo finale.

Arrivati quasi alla fine della tappa, i ciclisti sono scomparsi nel “fiabesco” bosco di Sant’Antonio, lucus dedicato a Giove, che ha offerto un suggestivo paesaggio autunnale con i suoi faggi secolari e gli aceri campestri. L’aria era fredda e pesante ma gli animi ancora caldi ed entusiasti. È così che i Roccolani hanno accolto i corridori diretti verso l’ultima ed estenuante salita. Lasciando i piccoli paesini di montagna che d’inverno si vestono di bianco, i girini si sono diretti verso l’Aremogna percorrendo gli ultimi dieci km, i più faticosi. Vittoria per il portoghese Guerreiro che taglia per primo la linea bianca. Ha combattuto fino alla fine ed è riuscito ad aggiudicarsi il primo posto di questa nona tappa. “Ad majora semper” a tutti i ciclisti, sperando di poter vedere il Giro d’Italia vestire i nostri colori, i colori dell’Italia.

Mario Capone
IPSSEOA di Roccaraso

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