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Ben O’Connor – Succedere tutto

21/10/2020

Andate a dirlo a Ben O’Connor, che oggi non è successo niente.

A Ben O’Connor che ieri è stato in fuga duecento chilometri, ha raggiunto sul finale Tratnik e poi quando sembrava avesse quasi vinto, è arrivato secondo.

A Ben O’Connor che allora oggi c’ha riprovato, altra fuga altri centottanta chilometri a prendere aria fin su a Forcella Valbona, poi lungo i tornanti del Bondone e quelli del Monte Durone, aggrappato a gente molto più blasonata come Rohan Dennis, Thomas De Gendt, Ilnur Zakarin.

A Ben O’Connor che nell’ultima salita verso Madonna di Campiglio ha deciso che non avrebbe rifatto lo stesso errore due giorni di fila, e quando mancavano otto chilometri all’arrivo è scattato e nessuno l’ha più ripreso. 

Non Dennis, non Zakarin, non De Gendt. 

Nemmeno Pernsteiner, che pure è quello che ci è andato più vicino, arrivando a 31’’ dall’australiano.

 

Il gruppo maglia Rosa oggi è rimasto sulle ruote, è vero. 

Tutti si aspettavano grandi cose da questa giornata per la classifica generale, e invece dopo quattro salite i migliori sono arrivati tutti assieme, in volata. 

Ma domani c’è la tappa regina con Campo Carlo Magno, Passo Castrin, sua maestà lo Stelvio, e l’arrivo in salita ai Laghi di Cancano. Lì nessuno potrà più nascondersi, e quest’attesa ce la farà godere ancora di più.

Per intanto andate a dirlo a Ben O’Connor, che oggi non è successo niente.

A Ben O’Connor che in due giorni si è fatto trecentottanta chilometri di fuga per vincere la sua prima tappa al Giro d’Italia.

Per lui, oggi, è successo tutto.

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