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Arnaud Démare – il numero perfetto

14/10/2020

Il fatto di considerare il tre come numero perfetto ha origini antichissime.

La scuola  scuola pitagorica, nel I secolo avanti Cristo, lo considerava tale, in quanto sintesi del pari (due) e del dispari (uno). 

Ma al tre sono stati attribuiti significati magici e simbolici da tutte le civiltà e in tutte le epoche. 

Per gli Arabi ed Ebrei rappresentava un patto tra due persone ed un terzo che simboleggiava il testimone; per i Cinesi il tre è perfetto perché numero della totalità cosmica: cielo, terra, uomo; sono frequenti le triadi divine, da quella induista alla Trinità del Cristianesimo; la Divina Commedia è composta da tre cantiche, ognuna delle quali divisa in trentatré canti, ognuno dei quali scritti in terzine. 

E così via.

Oggi, dopo aver già vinto tre volate su tre in questo Giro d’Italia, Arnaud Démare mette a segno anche la quarta.

Ma questa è stata la prima, ha detto in conferenza stampa, veramente perfetta.

“E’ stata eccezionale tutta la squadra oggi, da Konovalovas che mi ha portato davanti fino all’ultimo chilometro, a Guarnieri che ha fatto una volata fantastica per lanciarmi. Il primo giorno davvero perfetto.”

In effetti Démare è uscito dalla ruota di Guarnieri perfettamente all’altezza del cartello dei meno 200 metri, un attimo dopo di Gaviria che invece era già uscito al vento.

Ha superato perfettamente il suo compagno di squadra sulla sinistra, quando invece Sagan ha dovuto dribblarlo, allungando la strada e perdendo velocità, per finire secondo un’altra volta.

E poi ha dovuto solo continuare dritto, Arnaud Démare, per conquistare un’altra vittoria in questo suo Giro d’Italia straordinario.

La numero quattro, che oggi è diventato per lui il numero perfetto.

In attesa della tappa di Asti, dove potrebbe cambiare ancora, per tramutarsi in cinque.

 

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