Come nella Corsa Rosa, sulle strade d’Italia
viaggiano anche gli “Eroi”
di Sara Federico
C’è un momento, poco prima della partenza di ogni tappa del Giro d’Italia, in cui il tempo sembra rallentare. I corridori si concentrano, il pubblico trattiene il respiro, le ammiraglie si allineano. Ma dietro la linea dello start, lontano dai riflettori, c’è un’altra squadra pronta a mettersi in moto. Non indossa la maglia rosa, non sale sul podio, ma senza di lei il Giro semplicemente non esisterebbe. Sono gli “Eroi della Sicurezza”: donne e uomini della Polizia di Stato e del Gruppo ASPI che ogni giorno lavorano per garantire la mobilità di milioni di persone. I veri protagonisti di una rete che attraversa oltre 3.000 chilometri, 15 regioni e 60 province. E il Giro d’Italia è l’opportunità per fare conoscere agli italiani le storie di queste persone che quotidianamente presidiano le nostre strade, affinché possano portare con sé nella vita, il loro esempio virtuoso. Per questo Autostrade per l’Italia rinnova il suo impegno al fianco della Corsa Rosa: quindici anni di partnership con un messaggio che va ben oltre lo sport. Perché la sicurezza è il fil rouge che lega ogni tappa perché ci ricorda quanto sia preziosa. E merita di essere riconosciuta: come dal 2012 infatti, i nostri Eroi vengono celebrati per il loro impegno concreto. In particolare quest’anno saranno premiati 219 gli operatori della Polizia e 120 del Gruppo Aspi coloro che si sono distinti nell’ultimo anno per gli interventi tempestivi, le notti passate a ripristinare la viabilità, le emergenze gestite con professionalità e sangue freddo. Come quella del Tronco di Pescara di Aspi, con il rapido ripristino della A14 dopo la frana di Petacciato, o i due agenti della Sottosezione di Orvieto che durante la gestione di un grave incidente in A1, non solo hanno messo in sicurezza l’area, ma attraverso manovre di primo soccorso, sono riusciti a mantenere in vita il conducente del mezzo fino all’arrivo dei soccorsi medici. Storie che ci ricordano quanto siamo fortunati ad avere il supporto e il contributo dei nostri Eroi sulle strade.
La sicurezza è cultura, verso il futuro.
Ma il Giro è anche un’occasione per guardare avanti. Perché la sicurezza non è solo presidio del presente, ma investimento sul futuro. Autostrade per l’Italia lo sa bene e da anni affianca all’attività operativa un’intensa azione di sensibilizzazione rivolta agli automobilisti. Campagne come “Guida senza rischi” mettono in evidenza quanto comportamenti quotidiani possano fare la differenza per un viaggio sicuro: distrazione, velocità eccessiva, uso scorretto dei dispositivi sono solo alcuni degli aspetti a cui fare attenzione. A tal proposito, Autostrade per l’Italia ha pensato al Safety Point, nato dalla collaborazione con Polizia Stradale che prevede 4 corner, posizionati in 4 aree di servizio strategiche del nostro territorio, per ricordare quelli che sono i comportamenti di guida corretti.
Un impegno che si rivolge anche alle nuove generazioni. Con il progetto “Non chiudere gli occhi”, realizzato insieme alla Polizia Stradale, la sicurezza entra nelle scuole italiane, coinvolgendo oltre 34.000 studenti e 450 istituti. Approfondimenti live, workshop, strumenti digitali e momenti di confronto per costruire una vera cultura della responsabilità alla guida. E i risultati iniziano a vedersi. Le ricerche condotte sugli under 25 mostrano una crescente sensibilità verso i temi della sicurezza stradale, un segnale che educazione e informazione possono incidere concretamente sui comportamenti. Perciò se pensavate che le nuove generazioni fossero indifferenti a questi temi, vi siete sbagliati: quello che emerge dagli studi è che i giovani di oggi sono più consapevoli dei rischi, più attenti alle regole e più inclini a considerare la sicurezza come un valore condiviso, non come un “obbligo” imposto.
L’innovazione: un must nell’ecosistema della sicurezza
Accanto alla formazione, c’è poi l’innovazione. Il cuore tecnologico di questa rivoluzione è la Control Room di Roma, un centro avanzato che monitora in tempo reale traffico, infrastrutture e impianti lungo tutta la rete. Grazie a intelligenza artificiale, sensori, droni e sistemi predittivi, oggi è possibile anticipare criticità, gestire i flussi e intervenire tempestivamente. Progetti come Falco, che utilizza droni per il monitoraggio del traffico, rappresentano una nuova frontiera della sicurezza, sempre più integrata e intelligente.
Il Giro d’Italia diventa così il simbolo di questo ecosistema: un evento che unisce sport, territorio e innovazione, ma soprattutto persone. E mentre gli atleti pedalano dalla Bulgaria verso Roma, tra salite epiche e sprint mozzafiato, c’è un’altra corsa che continua silenziosa, per rendere le strade sempre più sicure. Una sfida che Autostrade per l’Italia porta avanti insieme alla Polizia di Stato, con la consapevolezza che ogni viaggio, proprio come ogni tappa del Giro, va gustato. È questa la vera sfida: trasformare ogni chilometro percorso in un’esperienza, consapevole, condivisa, sicura.