Torna per il quinto anno consecutivo il progetto di E-Distribuzione che rifà il look ai quartieri, infonde allegria alle nostre strade e ci parla d’amore.

Un ciclista e la sua ombra: la paura, i dubbi, la fatica. Chi non li ha? L’ombra lo segue, ma il suo sguardo è concentrato, fisso sulla strada davanti a sé. È il tracciato che porta al Gran Sasso, la montagna d’Abruzzo, racchiuso in un cuore verde-blu che non lascia spazio a interpretazioni: rappresenta l’amore per l’ambiente, l’ecostenibilità, l’innovazione, valori che uniscono il Giro d’Italia a E-Distribuzione, la più grande società in Italia nel settore della Distribuzione e Misura di energia elettrica. Ma anche l’arte è energia e così per il quinto anno consecutivo E-Distribuzione lancia Cabine in Rosa, il progetto che riveste di street art le cabine elettriche distribuite sulle strade del Giro d’Italia. Amore in Corsa, firmata da Samuele Romano, si trova a Bellante, in provincia di Teramo, è la prima delle 8 opere che i corridori incontrano nella loro cavalcata verso Roma.

A Filiano, in provincia di Potenza, l’energia prende forma nel giallo-sole del graffito di Giulio Giordano, intitolato Vortice 02: due ciclisti sembrano sbucare fuori dalla cabina, lanciati in una volata immaginaria, mentre i cavi dell’elettricità alle loro spalle sembrano indicargli la direzione. Che cosa trasportano, e fino a dove, quei fili tesi nel cielo (o sotterranei) che vediamo tutti i giorni quando usciamo di casa? Compongono una rete che attraversa ben 440.000 cabine elettriche, cioè infrastrutture dove l’energia viene trasformata da alta a bassa e media tensione, per poi raggiungere i 32 milioni di clienti connessi alla rete di E-Distribuzione. Uniscono le famiglie italiane, come racconta benissimo l’opera di Gianluca Caputo, alias Zeus40, sulla strada della magica Pompei. Unire è il suo titolo, ma anche la missione dello sport, dei giornali, delle mappe stradali, gli elementi grafici dell’opera. Che sembra parlarci e dirci: “Siamo tutti lontani ma vicini, e in qualunque momento possiamo ritrovarci”.

Ma l’energia è tanto altro. È adrenalina, emozione, trepidazione. Quel brivido che ci prende quando osserviamo un ciclista che si arrampica solitario sui tornanti. Come mai? Perché ammirare le gesta dei campioni ci fa sentire vicini al mito, alla dimensione soprannaturale che Andrea Casciu celebra con la sua opera: Mythos appunto, sulla cabina di Cesenatico. Due divinità osservano un granchio guardiano che solleva una moneta con l’effige del più grande mito del ciclismo italiano: Marco Pantani. Di sicuro gli atleti in gara gli dedicheranno un pensiero. Gli chiederanno aiuto e protezione, mentre sfrecciano verso la Toscana.A Pescaglia, provincia di Lucca, sfilano accanto a Run on The Woods, l’opera che Ginevra Giovannoni (nickname Rame13) ha dedicato alla natura: uno sfondo con le mille sfumature di verde della collina e un ciclista ci ricorda che dobbiamo amare questa terra e prendercene cura. Perché l’obiettivo che E-Distribuzione porta avanti con Cabine in Rosa non è solo rivalutare il territorio grazie all’estro degli artisti: è anche esserci nel quotidiano, strappare un sorriso ai bambini e una riflessione ai più grandi, attraverso messaggi che fanno bene al cuore e all’ambiente.

Il percorso artistico di questa edizione continua con un graffito che pare uscito dalle case degli italiani. Vai vai vai!!!, è il suo nome, proprio come il grido che risuona nei salotti e nelle cucine, da Nord a Sud, in queste tre settimane di Corsa Rosa. L’idea è venuta a Matteo Ferraresi, nome d’arte Raw Tella, che l’ha realizzata su una cabina della strada di Rivoli, in provincia di Torino. È un primo piano su gambe d’atleta che premono nervose sui pedali, ma in realtà è molto di più: un inno alla fatica come dimensione universale e salvifica, che appartiene agli atleti, ma anche a tutti noi.E mentre le grida eccitate dei tifosi fuoriescono dalle finestre, una pentola d’acqua ribolle, la telecronaca riempie le stanze, una luce si accende. È l’energia di E-Distribuzione che anima le nostre vite: un abbraccio invisibile come quello (dolcissimo) dipinto nel graffito L’abbraccio, sull’infrastruttura di Nembro, in provincia di Bergamo, da Diego Montagner. Protagonista una bambina che si scioglie tra le braccia della mamma, felice per la sua prima corsa in bicicletta.Intanto, oltre 300 chilometri più a Est, a Caorle, sulla laguna veneziana, una sua coetanea è al centro dell’opera Energia Condivisa, di Roberto Candotti (alias Obi) un trittico che gira intorno all’infrastruttura, giocando con immagini diverse: la Maglia Rosa intravista dallo spettatore a bordo strada, il ciclista che scatta in una fuga disperata, le ali di folla che si aprono, il sorriso ancora imperfetto di una piccola tifosa. È sempre energia e ci riguarda tutti.Per saperne di più su Cabine In Rosa (su questa edizione ma anche sulle precedenti) e in generale sul bellissimo progetto di street art di E-Distribuzione clicca qui.