FELTRE CROCE D'AUNE-MONTE AVENA


1 giugno 2019
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sabato
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194 km
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CROCE D'AUNE-MONTE AVENA

Per l’affascinante cornice naturale rappresentata dalle Vette dolomitiche feltrine  e la fortunata posizione, il Monte Avena ha da sempre una forte vocazione turistica. Lo testimoniano gli storici impianti di risalita, i numerosi alberghi e le malghe che, oltre ad affacciarsi su panorami mozzafiato dell’intera Valbelluna, ne caratterizzano l’accoglienza. Il Monte Avena sia d’estate che d’inverno attira turisti alla ricerca di un contatto diretto con l’ambiente puro e la quiete della montagna.

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LUOGHI D'INTERESSE

Per quel che concerne le stagioni più calde,  è il luogo ideale per passeggiate salutari, giri in mountain bike o piacevoli ciclotour con l’e-bike attraverso gli ampi pascoli, dove sono locate anche alcune malghe per l’alpeggio, ma non solo! Infatti il Monte Avena – che nel 2017 ha ospitato la quindicesima edizione del FAI PARAGLIDING WORLD CHAMPIONSHIP – è anche un punto di riferimento frequentatissimo dagli amanti del volo libero e da coloro che desiderano avvicinarsi al più puro tra gli sport dell’aria.
Adrenalina e sport anche durante l’inverno, con il colore bianco delle cime innevate a farla da padrone. Il Monte Avena è una località famigliare, dove farsi abbracciare da un clima accogliente e intimo  per tranquille giornate sulla neve lontano dalla frenesia delle grandi masse di sciatori, ma con tutto a portata di mano: oltre 20 km di piste da discesa, boschi e spazi per l’esplorazione freeride con lo snowboard, ampi tracciati dedicati allo sci di fondo, vaste distese boscose per godere la brezza autentica di montagna e tanto spazio sicuro per il divertimento dei bimbi.  Per i solitari e silenziosi sognatori è immancabile una ciaspolata al chiaro di luna;  per gli appassionati di motori, lo storico campionato italiano velocità montagna di rally “Pedavena Croce D’Aune”; per i più adrenalinici , infine, arrampicata da brivido nella parte più bassa del monte.

STORIA DEL CICLISMO

Non possiamo in questo contesto rosa dimenticarci di citare Tullio Campagnolo, il grande professionista a cui è stato dedicato un monumento identificativo di una scalata rimasta nel collettivo e che ha reso il Croce d’Aune celebre nella storia del ciclismo. Correva l’anno 1924 e l’atleta, nell’affrontare una strada dissestata e dalle aspre pendenze,  ebbe difficoltà nel togliere la ruota posteriore. Questo episodio scrisse l’evoluzione nel mondo della bicicletta perché, qualche anno dopo, fu la partenza da cui trasse ispirazione nel creare il cosiddetto sgancio rapido.L’azienda Campagnolo, inoltre, negli anni ottanta produsse un cambio denominato “Croce d’Aune”.

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