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13 maggio 2016

Wellens, Ligthart e Dumoulin: Ping, Pang e Pong

La tappa di ieri aveva al suo interno elementi di un’altra tradizione italiana. Nella Turandot di Puccini, i pretendenti della fredda principessa devono risolvere tre indovinelli; una sola risposta sbagliata diventava mortale. Al momento in cui ogni pretendente si fa avanti, i tre ministri PingPang e Pong appaiono e lo consigliano di non provare. Ma i candidati, abbagliati dalla sua bellezza, non seguono il consiglio.

 Anche il Giro ha I propri Ping, Pang e Pong in WellensLigthart e DumoulinTom disse a Tim ad attaccare, e Pim poi si uní a lui. Nessuna fuga fino ad ora era riuscita, dunque poteva sembrare un gesto suicida. Ciò nonostante, Wellens ha preso la fuga vincendo brillantemente la tappa, “A novembre dell’anno scorso non stato invitato a correr a Curacao, dove ho incontrato Tom. Siamo diventato amici e abbiamo parlato molto. Normalmente non conosco approfonditamente il leader della corsa, quindi mi sono mosso su uno scenario a me non familiare. Ma penso che lui dia buoni consigli, e potrei prendere in seria considerazione il fatto di seguirli in futuro.”

 Anche Tom ha avuto una buona giornata, dando inizio precocemente alla sua carriera di direttore sportivo prima di lanciare lui stesso un attacco nei chilometri finali per allungare il suo vantaggio da 16 a 26 secondi. “Oggi la mia prestazione mi ha stupito. Non pensavo che sarei stato così forte. Ho lavorato sodo per preparare questo Giro, ma senza andare in montagna. Sarà interessante vedere quanto durerà questa favola. Forse verrá un giorno in alta montagna durante il quale mi sentirò veramente debole e perderò tutto. Ma fino a quel giorno, proveremo a difendere la Maglia.”

 C’è ancora moltissima strada da fare, ma, per la prima volta, Dumoulin ha parlato di Torino – sognando, forse, di sentire il trionfo musicale di Nessun dorma al suo passaggio?

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