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25 aprile 2017

Rui Costa al debutto

 

Il legame di Rui Alberto Faria da Costa, noto nel mondo del ciclismo semplicemente come Rui Costa, con l’Italia è forte: basti pensare al titolo di campione del mondo conquistato a Firenze nel 2013, al Giro delle Regioni vinto nel 2007 da ventunenne e alla militanza nell’italiana Lampre-Merida e, ora, nell’UAE Team Emirates con base in Italia.

Mancava nella galleria tricolore del corridore nato a Povoa de Varzim nel 1986 una partecipazione al Giro d’Italia, assenza alla quale Rui Costa ha deciso di rimediare in un’annata particolarmente significativa per la Corsa Rosa, alla sua centesima edizione

Sono doppiamente felice di essere per la prima volta nella mia carriera al via del Giro d’Italia – ha sottolineato Rui Costa – Il Giro è una corsa fantastica, in un Paese bellissimo, ed è entusiasmante avere l’occasione di correrlo proprio nella sue centesima edizione.

Non sono mai riuscito a essere al Giro d’Italia per una questione di programmazione del calendario personale e delle squadre nelle quali ho militato, mi sono confrontato con il Tour de France come Grande Giro, ma durante l’inverno ho maturato l’idea di poter finalmente tentare di misurarmi con la Corsa Rosa.
Ho riflettuto assieme allo staff tecnico, ai preparatori della squadra e alla dirigenza e abbiamo deciso che sarebbe stata una bella idea.

Non ho corso moltissimo in Italia durante la mia carriera, ma ho sempre ottenuto soddisfazioni e ho ricevuto affetto dagli appassionati di ciclismo italiani.
I ricordi di Firenze 2013 rimarranno indelebili nella mia mente, spero di poter aggiungere durante il Giro d’Italia altrettante immagini indimenticabili
.

Dell’Italia appezzo moltissime cose, oltre alla grande tradizione ciclistica e alle corse mitiche come il Giro, la Milano-Sanremo e Il Lombardia.
La cucina è eccezionale, anche se quando siamo alle corse in Italia non abbiamo troppe occasioni per concederci soddisfazioni culinarie.
I paesaggi sono magnifici: il Giro d’Italia, in questo campo, è inarrivabile, non c’è nessuna altra corsa che offra all’occhio dello spettatore tale varietà di bellezze naturalistiche e storiche, ogni tappa propone tanti gioielli da scoprire.

Gli italiani sono poi affettuosi e accoglienti, lo dico per esperienza personale: mi sono trovato benissimo nell’inserimento in una squadra italiana, tutti sono stati eccezionali nell’aiutarmi nell’ambientamento, considerando comunque che la cultura e il modo di vivere portoghese non è così differente da quello italiano.

Il percorso del Giro 100 proporrà un buon numero di frazioni che potrebbero adattarsi alle mie caratteristiche, mi è sempre piaciuto andare a caccia di tappe e sarebbe davvero bello riuscire a impormi su qualche traguardo della Corsa Rosa: un successo varrebbe molto, per me varrebbe il doppio, dato che sarò al debutto”.

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