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27 maggio 2016

NIBALI, LA ZAMPATA DEL CAMPIONE.

Il favorito alla vigilia del Giro, Vincenzo Nibali, ha reagito dopo il deludente risultato sulle Dolomiti vincendo in solitaria sulle Alpi francesi a Risoul, mentre il secondo di ieri nella Generale, Esteban Chaves, ha detronizzato Steven Kruijswijk, caduto sulla discesa del Colle dell’Agnello e costretto ad andare all’ospedale di Briançon dopo la tappa per esami radiografici.

CLASSIFICHE AGGIORNATE

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Esteban Chaves è il terzo colombiano a vestire la Maglia Rosa dopo Rigoberto Uran e Nairo Quintana (entrambi la vestirono nel 2014)
  • Questa è l’undicesima Maglia Rosa per la Colombia (Uran 4; Quintana 6; Chaves 1)
  • Esteban Chaves veste la sua prima maglia rosa esattamente 80 anni dopo il giorno in cui Gino Bartali vestì per la prima volta il simbolo del primato e 40 anni dopo la “prima” di Francesco Moser
  • Non è la prima volta al comando di un Grande Giro per Esteban Chaves: l’anno scorso fu in testa alla Vuelta per 6 giorni. La gara fu vinta da un’atleta dell’Astana, Fabio Aru. Aru prese il comando da Tom Dumoulin nell’ultima tappa di montagna, un giorno prima della tappa finale di Madrid

DICHIARAZIONI CONFERENZA STAMPA
Vincenzo Nibali: “Ho sempre saputo che qualcosa può accadere prima del finale di un Grande Giro. Avevo buone sensazioni sulle alte quote oggi. Mentre scalavo il Colle dell’Agnello ho visto diversi corridori in difficoltà ed ho provato ad accelerare. Steven Kruijswijk non stava facendo benissimo. Avevamo Michele Scarponi in una fuga importante. Mi sono concentrato perlopiù sul vincere la tappa. Sono partito e non ho mai mollato fino a Risoul. Non è stato semplice reagire ma dentro di me ho continuato a credere di poter fare qualcosa di grande prima della fine del Giro. Questa è di sicuro una bella vittoria ma la mia preferita rimane quella del Lombardia”.

La Maglia Rosa, Esteban Chaves: “È un giorno speciale per me, per la mia squadra e per la mia nazione. Ruben [Plaza] era andato in fuga, ero nel gruppo dei migliori quando gli attacchi sono cominciati a 5 km dalla vetta dell’Agnello. È stata una mossa anticipata, anche se penso fosse quello il momento buono per attaccare per fare la differenza. Non è facile seguire Nibali in discesa, scende come un pazzo ed anche io sono stato un po’ pazzo. Mi dispiace per Steven Kruijswijk. Le cadute fanno parte del ciclismo, lui ha reagito da guerriero. È un sogno essere in Maglia Rosa. Se riuscirò a vincerla sarà grandissimo, se non ci dovessi riuscire avrò comunque fatto tutto il possibile”.

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