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14 aprile 2016

Dombrowski prepara il Giro a Tenerife

il corridore statunitense Joseph Dombrowski  della Cannondale, si sta preparando ad affrontrare il suo primo Giro d’Italia.

Ti stai preparando per il primo Giro d’Italia della tua vita. Come ci si avvicina a questa corsa a tappe rispetto alla tua prima esperienza nella Vuelta 2015?

Alla Vuelta dello scorso anno ero più rilassato. Era il mio primo grande giro e dovevo fare esperienza per capire come gestire una corsa di tre settimane. Per il Giro d’Italia ho molte più aspettative. Fisicamente parlando, la la preparazione è per una corsa a tappe è la stessa, ma avrò più ambizioni e obiettivi  chiari.

Vi state allenando molto con la squadra in alta quota. Com’è stato allenarsi in quel vulcano, con la fatica che aumenta giorno dopo giorno? Come avete fatto a mantenere la giusta serenità?

La squadra ha speso un sacco di tempo a Teide a Tenerife. Sono arrivato questa settimana, ed era la mia prima volta qui. Finora, ho trovato tutto bello. Le strade sono eccellenti, il tempo è buono, e le strutture sono accomodanti per i corridori che vengono qui ad allenarsi. Forse l’unico inconveniente è la mancanza di attività non in bicicletta. Siamo in una posizione isolata, e non c’è molto da fare oltre che allenarsi, dormire e mangiare. Forse non sono stato qui abbastanza a lungo ancora ma per il momento il posto mi piace e posso concentrarmi sugli allenamenti.

Jonathan Vaughters è il tuo allenatore. E il grande capo del team. Cos’hai imparato su di lui attraverso il lavoro con insieme?

Ero un po ‘preoccupato all’inizio. Mi sarei interfacciato con il vertice della squadra e non ero sicuro potesse funzionare. Ma dopo aver lavorato insieme questo inverno, sono davvero molto felice. Ha richiesto fiducia perché a volte le formazione non è stato convenzionale. Detto questo, io sono fiducioso per quello che sto facendo, e spero che darà i suoi frutti al Giro a maggio. Con JV parliamo di come tutto sta andando giorno dopo giorno. Lui è stato corridore e penso che la sua esperienza sia un valore aggiunto anche sul lato umano. La conferma l’avremo con i risultati di questa stagione, ma finora sono felice del cambiamento.

Descrivi il tuo capitano al Giro Rigoberto Uran in una frase

Uran è un mix tra Mick Jagger e Tony Montana con dei capelli lisci fantastici

Descriviti in una frase.

Alto, bruno, e bello. La modestia è la mia più grande qualità.

Per cosa in particolare non vedi l’ora inizi il Giro d’Italia?

Non vedo l’ora di stare al fianco di un leader indiscusso, che ha un obiettivo chiaro, portando la mia esperienza maturata l’anno scorso. Spero di essere un buon gregario per Rigo soprattutto nelle tappe di montagna. Inoltre, non vedo l’ora di fare Col de la Bonette. Sono stato lì tante volte ad allenarmi, ho amici e parenti che saranno lì sulla strada tifare per me.

Cosa invece ti fa più paura?

Ho paura di fallire o di non raggiungere l’obiettivo. Nient’altro, mi piace correre al caldo, ma a volte bisogna lottar anche al freddo, al Giro niente è scontato.

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