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17 maggio 2016

GIRO D'ITALIA, BEATA GIOVENTÙ

Al 21enne Giulio Ciccone la tappa, al 24enne Bob Jungels la Maglia Rosa.  Mikel Landa si ritira durante la decima tappa.

Il ventunenne Giulio Ciccone, neoprofessionista abruzzese della Bardiani CSF, ha colto il suo primo successo da professionista al termine della decima tappa del 99° Giro d’Italia. Una tappa davvero combattuta, durante la quale si è ritirato uno dei favoriti, il capitano del Team Sky Mikel Landa. La Maglia Rosa Gianluca Brambilla si è sacrificato mettendo le sue forze al servizio di Bob Jungels per mantenere il primato in casa Etixx – Quick-Step. È il secondo lussemburghese in Rosa nella storia della corsa, sessant’anni dopo Charly Gaul.

CLASSIFICHE AGGIORNATE 

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Giulio Ciccone è il primo ventunenne a vincere al Giro dal 2012 (Taylor Phinney, Herning). Prima vittoria da professionista e prima vittoria nel calendario internazionale per lui
  • Per il quarto anno consecutivo il team Bardiani-CSF vince almeno una tappa al Giro. L’anno scorso vinsero a Forlì con Nicola Boem
  • Bob Jungels è il secondo lussemburghese a indossare la maglia rosa al Giro dopo Charly Gaul, vincitore dei Giri 1956 e 1959. Gaul indossò la sua prima maglia rosa 60 anni fa, al termine della tappa del Bondone (8 giugno) ed aveva 23 anni, come Jungels ora

DICHIARAZIONI

Il vincitore di tappa, Giulio Ciccone, ha dichiarato in conferenza stampa: “Nella riunione di squadra prima della tappa di oggi avevamo deciso che almeno due di noi avrebbero provato ad andare in fuga, compresi uno o due scalatori. È andata addirittura meglio del previsto perché eravamo in tre: due scalatori, io e Stefano Pirazzi, ed in più Nicola Boem che è un fantastico uomo-squadra. Alla fine eravamo in superiorità numerica, è stata la chiave per la vittoria. Sono un buon scalatore, forse non così buono come discesista ma me la cavo, ho attaccato proprio in discesa e mi è andata bene. Era il mio sogno da bambino vincere una tappa al Giro d’Italia. La mia prima corsa a tappe da professionista (Le Tour de Langkawi in Malesia) mi ha reso conscio dei miei mezzi, dopo aver passato le trafile dilettantistiche a Bergamo, lontano dalla mia città natale, Chieti (Abruzzo) in questi ultimi anni”.

La nuova Maglia Rosa, Bob Jungels, ha detto in conferenza stampa: “Gianluca Brambilla ha deciso autonomamente di sacrificarsi per la squadra quando ha visto che andavo meglio di lui in salita e Andrey Amador era all’attacco; è stata la tattica migliore per tenere in squadra la Maglia Rosa. È stata una decisione davvero speciale. Nelle prossime tappe proverò a stare con i migliori e difendere la mia leadership il più a lungo possibile. Questo è uno dei migliori momenti della mia vita. Trovo difficile parlare ora del futuro ma eravamo venuti al Giro con la possibilità per me di poter correre per la Classifica Generale. La pressione non è venuta dalla squadra ma da me stesso, sono una persona abbastanza ambiziosa. Siamo a metà gara e non so quanto riuscirò a fare in alta montagna ma devo stare calmo e non sognare troppo in grande”.

La Maglia Azzurra, Damiano Cunego: “Questa maglia è il mio obiettivo principale. Ho corso per conquistarla oggi, così come avevo fatto una settimana fa, ma oggi ho speso molta energia a caccia di punti. La nostra fuga è durata a lungo… Ho un po’ di rimpianti perché ho dovuto spendere per vincere i traguardi in cima alle salite e non mi sono sentito benissimo negli ultimi dieci chilometri. È stato difficile arrivare fino in fondo. I prossimi due giorni non saranno decisivi per la Maglia Azzurra ma dovrò andare ancora in fuga nelle tappe successive del Giro per difendere il mio vantaggio”.

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