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25 maggio 2016

ESSERE O NON ESSERE KRUIJSWIJK

Dopo diversi giorni in quota, il Giro comincia a scendere e con esso il vantaggio dei corridori che vivono in quota. Ma non siamo tutti originari delle grandi altezze? I nostri antenati preistorici hanno vissuto sulle altezze della Grande fossa tettonica. I resti fossili risalgono a sei milioni di anni fa. Al livello del mare, soffocati dal troppo ossigeno, siamo deboli e lenti o forse è solo la stanchezza dopo due settimane di Giro .

Il passato è un abisso infinito. Il dominio dell’individualismo è emerso negli ultimi mille anni (anche detto “The Me Millennium”). C’è una teoria secondo la quale Cartesio, padre del Cogito ergo sum, soffriva di disturbi dissociativi. Siamo in contatto con il mondo esterno già nel grembo. La prima conoscenza della lingua avviene ancor prima della nostra venuta alla luce, e il nostro sviluppo personale avviene grazie all’incontro con determinate persone, significative per la nostra crescita .

Quante decisioni prese durante la vita provengono unicamente dalla volontà individuale ? Nel giorno di riposo le ultime novità sono la decisione della IAM Cycling di terminare la propria attività per la mancata entrata di un sponsor partner. Quindi da IAM passeremo a “I was”. Il quesito esistenziale è to be or not to be, ma sono le forze del mercato a dare la risposta .

Come possiamo descrivere il Peloton? Un gruppo di liberi individui, guidati dal libero arbitrio oppure da regole generate dal’interno del gruppo stesso, di natura endemica ? Una costante interazione, un complesso giro di riscontri, dentro un flusso di aria che chiamiamo scia, che eclissa l’individuo. Un paradosso emerge: Il minimo risultato richiede un colossale sforzo di volontà .

Ciò ci porta a Steven Kruijswijk, un corridore celato dietro al suo nome, inscrivibile per persone non olandesi per via di quelle lettere ij, le stesse che la squadra calcistica Feijenoord ha cambiato in Feyenoord e che anche Hendrik Johannes Cruijff ha portato a Johan Cruyff.

Ciò detto, Kruyswyk non è la panacea di tutto. Kruijswijk grosso modo significa “il distretto della croce“ ma il Giro d’Italia fin’ora è stato tutt’altro che un calvario per lui. Dopo la vittoria della pallottola verde della tappa di ieri, forse dovremmo chiamarlo, come il nostro amico e collega Edo Sturm, Kruijsraket, il missile cruise ( che dovrebbe essere scritto, sinceramente, senza j).

Ripensandoci bene forse la metafora militare potrebbe essere eccessiva ?

ok

ko