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12 maggio 2016

Citius, Altius, Borealius

La Bocca di Forlì, tra Rionero Sannitico (svincolo a km 130.4, o 26.6 km dal traguardo) e Castel di Sangro (3.8 km dopo), che costituisce convenzionalmente il limite fra l’Italia del Sud e l’Italia Centrale, vedrà il gruppo passare tra il Molise e l’Abruzzo. Abruzzo vuol dire Ignazio Silone, e quei paragrafi arrabbiati, appassionati, straordinari che esprimono la sua solidarietà con i contadini di Fontamara, nel romanzo eponimo del 1933:

In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe di Torlonia, padrone della terra.
Poi vengono le guardie del principe.
Poi vengono i cani delle guardie del principe.
Poi, nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi vengono i cafoni.

Così è lo sport, a volte. ‘Il secondo classificato è il primo dei perdenti’ era il credo del pilota automobilistico statunitense Dale Earnhardt, e di quasi tutti i campioni sportivi della storia.

A differenza di altri sport, e certamente a differenza del automobilismo, il ciclismo valorizza le masse antiche. Le telecamere e i telecronisti dedicano larghe ore ai corridori nella lunga fuga. Per fare un’altro parallelo letterario, i corridori in fuga si assomigliano ai dannati di Dante. Tanto piú dannati siano, tanto piú tempo e spazio riempiono.

Altro esempio: i velocisti ringraziano senza sosta i subordinati che li portano al punto decisivo. Nei suoi commenti dopo la tappa di ieri, il dominante André Greipel ha detto, “La tappa è stata abbastanza dura. Prima della partenza avevamo deciso di stare nelle prime dieci posizioni durante tutto l’ultimo circuito ma Jurgen Roelandts ha iniziato a tirare dai -5 km fino ai -1.5 km. Era più di quello che avrebbe dovuto fare, abbiamo quindi dovuto lavorare ancor più duramente e non potevo non vincere dopo tutta questa fatica!” 

Il che ci riporta alla prima delle tappe di montagna che decideranno chi sarà il Principe di Torlonia di questo Giro. La Maglia Rosa, Dumoulin, e la Maglia Bianca, Bob Jungels, sono entrambi del parere che la salita finale di oggi a Roccaraso (17 km ad una pendenza media di 4,8%, e una altitudine di 1572 m) non dovrebbe metterli troppo in difficoltà, “anche se tutto dipende dalle gambe”, secondo le parole di Dumoulin. “Ieri erano buone, oggi meno buone ma è stato un buon giorno per avere una giornata negativa. Domani andrà meglio. Se domani avrò le gambe di ieri, la tappa dovrebbe rappresentare un’opportunità per me.”

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