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27 aprile 2017

5 domande a Sam Bennett

Intervista a Sam Bennett, capitano della Bora Hansgrohe, al 1° anno come squadra World Tour e alla 1°partecipazione al Giro d’Italia. 

Che cosa è cambiato dalla tua prima vittoria nel World Tour ottenuta alla Parigi-Nizza?

La  fiducia in se stessi è stata il cambiamento più grande. Ora ho più fiducia nelle mie capacità e nella mia squadra. Mi sto allenando bene e questo mi ha dato più fiducia in me mentre preparo il Giro d’Italia.

Dopo la mia vittoria di tappa alla Parigi Nizza, i miei avversari mi controllano di più e non si sorprendono se sono lì anch’io a lottare in un finale di tappa.

Non è il tuo primo Grand Tour ma sarà il tuo primo Giro, che cosa significa per te prender parte alla 100° edizione?

Il Giro 2017 sarà davvero speciale. Non vedo l’ora di prender parte al Giro 100. Sarà dura pedalare per tre settimane,  il percorso è estremamente esigente, ma tutti vorranno dare il massimo per vincere una tappa o aggiudicarsi una maglia di leader.

È anche un’enorme opportunità per mostrare i nostri sponsor e spero di fare felice la mia squadra.

Punti a qualche tappa in particolare?

A questo punto della mia preparazione cerco di non concentrarmi troppo su una tappa particolare della gara. Ora penso solo a raggiungere la miglior forma possibile. Ho il pieno sostegno della mia squadra, attaccherò non appena sarà possibile.

Dove ti stai allenando?

Attualmente, sono in quota in Sierra Nevada. Ho fatto lo stesso anche prima della Parigi Nizza. Ho viaggiato qui con la mia ragazza e la mia squadra ha fatto venire con me anche il mio allenatore, Dan Lorang, che controlla ogni singolo momento degli allenamenti e di come rispondo a un’altitudine di 2,300 metri sul livello del mare.

Il Giro è il mio unico obiettivo. Volevo provare la gamba al Tour del Paese Basco ma, purtroppo, non mi sentivo bene. Il team lo ha capito e mi ha mandato a casa in modo che potessi prepararmi al meglio per il Giro.

Quando hai conosciuto il Giro d’Italia. Ricordi la vittoria del tuo connazionale Stephen Roche nel 1987?

No, non ricordo la vittoria di Stephen Roche al Giro perché sono nato nel 1990, tre anni dopo la sua vittoria.
Stephen è sempre stato veramente carino con me e lui è una leggenda dello sport. Ho grande rispetto per Stephen e ciò che ha realizzato nella sua carriera. Ha lasciato una grande eredità per i corridori irlandesi  e se potessi vincere una tappa, sarei solo il secondo uomo irlandese della storia a farlo.

Il Giro d’Italia è importante per i tifosi irlandesi e questo mi rende ancora più ambizioso per questo Giro.

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