2008

Il Giro 2008 partì da Palermo con una cronometro a squadre ormai ridiventata consuetudine da qualche anno. Dopo le emozionanti volate tra Daniele Bennati e Mark Cavendish, si fece avanti Contador che, dopo l’arrivo sull’inedito Passo Fedaia, si impadronì della Maglia Rosa, difendendola con grande maestria fino a Milano, dove arrivò primo, seguito da Riccò e Bruseghin.

Curiosità

La tappa con arrivo a Peschici prevista di km 265 fu ridotta a km 232, con l’annullamento nel finale di un circuito sulle colline del Gargano. Questo a causa delle contestazioni dei corridori e dei direttori sportivi affaticati per i continui e lunghi spostamenti. Alcuni inattesi risultati di qualche corridore suscitarono dicerie e sospetti: controlli più attenti e mirati dell’UCI portarono dopo qualche mese a spiacevoli sorprese.

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Il Percorso del Giro 2008

Il Percorso del Giro 2008

2009

Partito con un buon campo di partenti e soprattutto con un ritrovato Lance Armstrong, quello del 2009, il Giro dei primi cento anni della “corsa rosa”, non fu un Giro fortunato. Ci furono critiche sul percorso già dalla partenza e contestazioni dei corridori a Milano per la pericolosità dello stesso. Menchov dimostrò la sua superiorità all’Alpe di Siusi e nella crono delle Cinque Terre, mentre Armstrong non si dimostrò all’altezza di quello che aveva fatto vedere al Tour. All’arrivo a Roma Menchov mantenne la prima posizione, seguito da Basso e Sastre Candil.

Curiosità

Dopo la conclusione del Giro arrivò una tempesta. Tre corridori incapparono nella rete del doping. Tra questi Di Luca e Pellizzotti, rispettivamente 2° e 3° classificati. Quando dopo circa un anno divennero definitive le decisioni del TAS tutte le classifiche furono sconvolte e cambiarono i vincitori di tre tappe.

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Il Percorso del Giro 2009

Il Percorso del Giro 2009

2010

Per la seconda volta partenza dall’Olanda, da Amsterdam. Il Giro del 2010 fu quello del ritorno di Basso, che, dopo aver superato un momento buio, aveva proprio come obiettivo la corsa rosa. Basso fu superlativo sullo Zoncolan e si ripetè, aiutato da Nibali, sul Mortirolo. All’arrivo a Verona risultò primo, seguito da Arroyo Duran e Nibali.

Curiosità

Nella tappa che attraversava il cuore dell’Abruzzo avvenne un episodio inconsueto. Poco dopo la partenza da Lucera il gruppo si spezzò e una sessantina di corridori presero un vantaggio di oltre dieci minuti. Il gruppo non riuscì a reagire e alla fine lo spagnolo Arroyo Duran si ritrovò in Maglia Rosa con largo margine su tutti i favoriti. Nel 2010 poi, la tradizionale Maglia Ciclamino della Classifica a punti fu sostituita dalla Maglia Rossa.

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Il Percorso del Giro 2010

Il Percorso del Giro 2010

2011

A celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Giro partì dalla Reggia di Venaria Reale con una crono a squadre fino a Torino. Dopo alcuni spunti vincenti dei velocisti, nella seconda metà del Giro Contador controllò agevolmente la corsa e arrivò da vincitore a Milano. La vittoria finale fu però assegnata a Scarponi, in realtà arrivato secondo, a seguito delle decisioni del Tribunale Sportivo in merito ai controlli antidoping positivi di Contador.

Curiosità

Nella discesa del Bocco il belga Wouter Weylandt cadde rovinosamente e per le gravi ferite riportate spirò all’istante. La tappa successiva fu neutralizzata e percorsa dai corridori a lenta andatura. Le squadre si alternarono al comando, lasciando alla Leopard, poi ritiratasi in segno di lutto, l’onore di passare per prima sul traguardo di Livorno.

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2012

L’edizione 95 è incerta e globale: alla partenza da Herning in Danimarca, un chiarissimo favorito non c’è. Si alternano vincitori di 10 nazionalità diverse in 21 tappe. Rodriguez veste la Maglia Rosa ad Assisi e la riprende al Pian dei Resinelli. Il canadese Hesjedal rovescia il Giro nella crono finale, come Gimondi nel 1976 e Moser nel 1984. A Milano esulta per soli 16’’, arrivando primo davanti a Rodriguez e De Gendt.

Curiosità

Nessun canadese aveva mai vinto il Giro d’Italia prima di Hesjedal, vincitore finale senza avere vinto neanche una tappa. Hesjedal è anche il secondo non europeo di sempre a riuscirci dopo la statunitense Hampsten nel 1988. Dopo questa  vittoria non si è più ripetuto su questi livelli e infatti il Giro 2012 resta agli atti come il suo unico, vero capolavoro. Il 2012 è anche l’anno in cui cambia il colore della maglia indossata dal miglior scalatore: dal verde si passa all’azzurro.

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2013

Il Giro 2013 parte da Napoli e il duello è tra Nibali e Wiggins, ultimo re del Tour. Ma il Baronetto patisce il maltempo a Pescara, non riesce a fare il vuoto a cronometro e si ritira a Treviso. Nibali, in rosa da Saltara, corona il suo Giro con l’impresa “alla Merckx” sulle Tre Cime di Lavaredo. All’arrivo a Brescia Nibali è primo, seguito da Uran e Evans.

Curiosità

La 20° tappa Silandro – Tre Cime di Lavaredo è quella della consacrazione di Nibali, finora uno dei soli sei nella storia ad avere conquistato Vuelta, Tour e Giro d’Italia. La tempesta di neve non scoraggia il pubblico. La gente è tanta, tantissima e l’esultanza dello Squalo all’arrivo rimarrà nella storia: il pugno roteato verso l’alto e il bacio alla fede.

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2014

Il Giro 2014 scatta da Belfast; tre sono state le tappe irlandesi, ravvivate peraltro da una folla enorme. Sulla salita di Montecampione si rivela Aru. La tappa dopo Quintana attacca in discesa dallo Stelvio e arriva solo in Val Martello vestendo la Maglia Rosa. Non la lascerà più fino all’arrivo a Trieste dove festeggerà la vittoria, insieme a Uran secondo e Aru terzo.

Curiosità

Quintana è il primo colombiano (e anche sudamericano) a trionfare al Giro e mai prima la Colombia aveva guadagnato quattro successi di tappa. Belle le parole di Nairo all’arrivo a Trieste da vincitore: “Ho dimostrato che la Colombia non è guerra e malaffare, ma amore e passione per lo sport”.

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2015

La sfida Aru-Contador elettrizza il Giro. Lo spagnolo è leader sull’Abetone, ma cade a Jesolo e viene superato da Aru. Contador torna in testa nella crono di Valdobbiadene, Aru rinasce e vince a Cervinia e Sestriere. Non basta: lo spagnolo trionfa per la seconda volta all’arrivo a Milano, seguito dallo stesso Aru e da Landa.

Curiosità

Contador sull’Abetone segna un record personale: mai nelle sue conquiste, tra Giro, Tour e Vuelta, aveva colto il primato così in fretta, cioè con appena cinque tappe alle spalle. Aru invece è il primo sardo a vestire la Maglia Rosa.

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2016

Il Giro 2016 scatta dall’Olanda in un tripudio di folla. E’ il Giro dei colpi di scena. Kruijswijk è Maglia Rosa a Corvara. Nibali soffre nella cronoscalata dell’Alpe di Siusi e ad Andalo: precipita a 4’43’’ e sembra quasi spacciato. Poi però rinasce: vince a Risoul (Francia), mentre Kruijswijk cade e lascia 4’54’’. A Sant’Anna di Vinadio stacca pure Chaves e si prende il suo secondo Giro. All’arrivo a Torino dopo Nibali arrivano Chaves (secondo) e Valverde (terzo).

Curiosità

E’ la terza volta (la 1° a Groningen nel 2002 e la 2° ad Amsterdam nel 2010) che la Corsa Rosa inizia dal paese dei Tulipani, questa volta ad Apeldoorn. Per quanto riguarda l’arrivo, dopo il ritorno alla tradizionale passerella di Milano per omaggiare l’Expo 2015, la conclusione del Giro fa tappa a Torino, che non ospitava l’ultima tappa del Giro dal 1982 quando a trionfare fu Francesco Moser. E’ la prima volta di una squadra sudafricana al Giro, il Team Dimension Data.

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2017

La centesima edizione del Giro d’Italia dedicata all’Amore Infinito parte da Alghero in Sardegna dove si svolgono le prime tre tappe. Poi la corsa rosa si è spostata in Sicilia e da lì in Calabria e poi verso nord. Il Giro 100 è stato vinto da Tom Dumoulin che ha battuto i rivali per la Generale Nairo Quintana, Vincenzo Nibali e Thibaut Pinot che hanno terminato in quest’ordine la corsa a Milano.

Curiosità

Tom Dumoulin è il 1° olandese vincitore del Giro d’Italia. Per la 3° volta nella storia l’ultimo cambio di maglia Rosa avviene nell’ultima tappa a cronometro dopo il 1984 (Moser su Fignon) ed il 2012 (Hesjedal su Rodriguez). Con i primi 3 racchiusi in 40 secondi nella generale finale, questo è il 2° podio più serrato nella storia del Giro dopo il 1974, quando Merckx, Baronchelli e Gimondi erano separati da 33 secondi. 7 anni dopo il suo 1° podio al Giro, Vincenzo Nibali registra il suo 5° podio nella corsa Rosa: 2 vittorie (2013, 2016), 1 secondo posto (2011) e 2 terzi posti (2010, 2017).

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