Curiosità

La sassaiola di Pieris e Trieste, Bartali e la corsa della Rinascita

Il Giro del 1946 fu il primo del post-guerra: l’Italia era semi-distrutta e questo comportò grosse difficoltà logistiche e organizzative.

Era appena finita la guerra ed era difficile trovare gran parte delle cose che servono per fare una gara di ciclismo su strada: ciclisti, biciclette e strade, per cominciare.

Armando Cougnet ricostituì lo staff dell’organizzazione e si fece affiancare dal giovane Vincenzo Torriani che, a bordo di una vecchia Balilla, residuato di guerra, cominciò a girare l’Italia per verificare percorsi e località di arrivo e partenza.

Il Giro d’Italia fu anche la corsa a tappe più importante di quell’anno: anche perché l’altra importante gara a tappe, il Tour de France, non si corse.

Bartali e Coppi, ormai veri e propri avversari in squadre diverse (Bartali nella Legnano e Coppi nella Bianchi) ripresero a darsi battaglia, quella battaglia che purtroppo era stata interrotta nel 1940 e aveva infiammato i tifosi nel Giro prima che questo fosse interrotto a causa della guerra.

Coppi partiva leggermente favorito: aveva compiuto un’impresa pochi mesi prima alla Sanremo con quei 145 km di fuga con Bartali a oltre diciotto minuti, il che lasciava intravedere epici duelli. Bartali invece aveva “già” 32 anni ed era già considerato “vecchio”.

Coppi dominò le tappe dolomitiche, ma il ritardo accumulato nella prima parte della corsa non fu del tutto eliminato e Gino Bartali conquistò il suo terzo Giro con soli 47” di vantaggio.

Si fecero comunque valere Ortelli, a lungo Maglia Rosa, e i velocisti Conte, Bevilacqua, Bini, Bizzi e Leoni.

Tra le innovazioni è da segnalare l’introduzione del servizio medico ufficiale del Giro, tendente ad assicurare un’assistenza a tutta la carovana.

Ma il Giro del 1946 viene soprattutto ricordato per i fatti di Pieris.

Il 30 giugno 1946, durante la 12esima tappa del Giro, Rovigo – Trieste, attivisti anti-italiani favorevoli all’annessione di Trieste alla Jugoslavia bloccarono la carovana del Giro a circa 2 km a est di Pieris, ostruendo la strada con blocchi di cemento e bersagliando i corridori con lanci di chiodi e pietre. La polizia tentò di disperdere i dimostranti che risposero con colpi di arma da fuoco. L’organizzazione del Giro aveva già deciso di dichiarare conclusa a Pieris la tappa, con tempi eguali per tutti, ma diciassette corridori, capeggiati dal triestino Giordano Cottur insistevano per raggiungere comunque Trieste. Presero la decisione di proseguire in auto ed in bici e raggiunsero l’Ippodromo Montebello dove fu aggiudicato un arrivo simbolico a Cottur.

Planimetria

I protagonisti

Fausto Coppi
Olimpo Bizzi
Gino Bartali
Giordano Cottur
Aldo Baito
Fausto Coppi

Statistiche

TAPPA
PARTENZA – ARRIVO
VINCITORE
1 MILANO – TORINO
Italia
Ita
COTTUR Giordano
2 TORINO – GENOVA
Italia
Ita
BEVILACQUA Antonio
3 GENOVA – MONTECATINI
Italia
Ita
LEONI Adolfo
4 MONTECATINI – PRATO
Italia
Ita
BEVILACQUA Antonio
5 PRATO – BOLOGNA
Italia
Ita
COPPI Fausto
6 BOLOGNA – CESENA
Italia
Ita
BIZZI Olimpo
7 CESENA – ANCONA
Italia
Ita
BINI Aldo
8 ANCONA – CHIETI
Italia
Ita
ORTELLI Vito
9 CHIETI – NAPOLI
Italia
Ita
RICCI Mario
10 NAPOLI – ROMA
Italia
Ita
BERTOCCHI Elio
11 ROMA – PERUGIA
Italia
Ita
BAITO Aldo
12 PERUGIA – FIRENZE
Italia
Ita
ZANAZZI Renzo
13 FIRENZE – ROVIGO
Italia
Ita
CONTE Oreste
14 ROVIGO – PIERIS  –
15 UDINE – AURONZO DI CADORE
Italia
Ita
COPPI Fausto
16 AURONZO DI CADORE – BASSANO DEL GRAPPA
Italia
Ita
COPPI Fausto
17 BASSANO DEL GRAPPA – TRENTO
Italia
Ita
RONCONI Aldo
18 TRENTO – VERONA
Italia
Ita
CONTE Oreste
19 VERONA – MANTOVA
Italia
Ita
BERTOCCHI Elio
20 MANTOVA- MILANO
Italia
Ita
CONTE Oreste

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